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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

"Decisione inaudita e francamente inaccettabile". L'associazione Panunzio non accolta tra le parti civili in 'Decima Bis'. "Clamoroso errore"

La reazione del presidente Dimitri Cavallaro Lioi e del legale del gruppo, Mario Aiezza: "Daremo corso a tutti i possibili strumenti giudiziari al fine di porre rimedio a quello che appare un clamoroso errore”

"La decisione del gup di Bari è errata in punto di diritto, inaudita e francamente inaccettabile, tanto più che è giunta a due giorni dall'anniversario dell'omicidio di Panunzio".

Così il presidente dell'associazione antimafia, Dimitri Lioi, dopo il provvedimento emesso ieri dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Bari, Antonella Cafagna, che ha rigettato la richiesta di costituzione come parte civile dell'associazione, nell’ambito del processo 'Decima Bis'.

"La contrasteremo secondo gli strumenti di legge, reiterandola appena possibile e confidando per il futuro in una maggior ponderazione sulla nostra richiesta, tenendo conto anche delle decisioni da parte di altri giudici che hanno accolto in pieno la nostra costituzione di parte civile in processi, ribadisco, analoghi a questo”, continua.

“Pur nel doveroso rispetto per il lavoro della magistratura, desidero ricordare che più volte la nostra associazione negli ultimi anni è stata ammessa senza problemi come parte civile in processi analoghi. Da anni portiamo avanti azioni concrete di sensibilizzazione sul tema dell'antimafia, ma anche e soprattutto azioni di tutela e di forte denuncia contro la mafia foggiana, nel nome di chi ha subito il giogo mafioso a cominciare da Giovanni Panunzio, unica vittima di mafia riconosciuta dallo Stato a Foggia. Abbiamo denunciato più volte la mafia foggiana come mafia di potere, con fatti concreti, ricostruendone la diffusione nel tessuto della nostra comunità grazie ad una struttura sofisticata e pervasiva".

"Abbiamo conosciuto solitudine, isolamento, porte sbattute in faccia, silenzi, ostilità, ma siamo sempre andati avanti credendo nei nostri obiettivi, senza farci intimorire, senza cercare affiliazioni di comodo e senza scorciatoie. Inoltre, in linea con il nostro Statuto, abbiamo lanciato proprio noi la campagna di costituzione di parte civile a tappeto nei processi per mafia da parte dell'associazionismo foggiano, quale segno tangibile di vicinanza alle vittime delle estorsioni mafiose, così come abbiamo battagliato duramente per mesi e mesi sul tema spinoso dei beni confiscati a Foggia, ottenendo l'appoggio dei settori più attenti al tema e, infine, raggiungendo risultati concreti e importanti, e abbiamo fatto tanto altro ancora", conclude.

Sul punto è intervenuto anche l'avvocato Mario Aiezza, legale dell’associazione antimafia 'Giovanni Panunzio' che si dice “Esterrefatto e increduloIl provvedimento emesso ieri dalla dottoressa Cafagna suscita assoluta incredulità, tenuto conto da un lato della granitica giurisprudenza di legittimità in tema di costituzione di parte civile delle associazioni, dall’altro della chiarezza dello Statuto dell’associazione 'Panunzio' in ordine alle finalità statutarie ed alle modalità attraverso cui perseguirle, tra cui proprio la costituzione di parte civile al fine di fornire sostegno legale alle vittime e agire per la tutela e la realizzazione degli scopi sociali.

Tale esclusione – prosegue l’avv. Aiezza – suscita sgomento in ragione della rilevanza sul territorio dell’associazione 'Panunzio' e dell’attività che da anni svolge con costanza e determinazione, e che certamente non può essere riduttivamente considerata come mera attività di divulgazione. Basti pensare, tra l’altro,  che l’associazione Panunzio è già parte civile costituita nel processo 'Decima Azione', nel processo 'Grande Carro', nel processo 'Rameta' e nel processo per l’omicidio Traiano. Lascia assolutamente esterrefatti, dunque, questa esclusione. Daremo corso – conclude l’avv. Aiezza – a tutti i possibili strumenti giudiziari al fine di porre rimedio a quello che appare un clamoroso errore”.

Aggiornato alle 17.10

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