Cronaca

Operaio morto all’Ex Sfir: si chiamava Marcello Cassinese ed era di Lucera

L'operaio era al lavoro con il dispositivo robotico quando la fotocellula si è accesa all'improvviso facendo scendere la pressa. E' morto poco dopo il ricovero in ospedale per le gravi ferite riportate

Stava lavorando sotto il pallettizzatore, il macchinario utilizzato per impilare e organizzare prodotti e confezioni su pedane, quando la pressa è scesa, schiacciandolo ed uccidendolo. E’ morto così Marcello Cassinese, 42 anni, di Lucera, operaio esperto impiegato presso la SfirLog, lo stabilimento che si trova alla periferia di Foggia, in zona industriale, e che si occupa del confezionamento dello zucchero.

L’incidente sul lavoro, l’ennesimo, è avvenuto questa mattina. Stando ai primi accertamenti condotti dalla Polizia che indaga sull’accaduto, l’operaio era al lavoro con il dispositivo robotico quando la fotocellula si è accesa all’improvviso facendo scendere la pressa. Il tempo per il 42enne di realizzare cosa stesse accadendo. Ha tentato di tirarsi fuori, di uscire.

Non c’è la fatta. La pressa è venuta giù in pochi secondi. L’operaio ne è rimasto schiacciato. Ad accorgersi della tragedia che si stava consumando a pochi passi da loro i colleghi di Cassinese, che hanno immediato chiamato i soccorsi. Trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso degli Ospedali Riuniti di Foggia, l’operaio è morto poco dopo il ricovero per le gravi ferite riportate.

Sul posto la Polizia, al lavoro per accertare le cause dell’incidente, e gli uomini dello Spesal, il servizio di prevenzione infortuni sul lavoro, che stanno verificando se nell’azienda fossero state prese tutte le misure di sicurezza. “Se è questa la riconversione della Sfir che si ha in mente, allora possono anche chiudere ed andare altrove. Noi non abbiamo bisogno di questa riconversioneil primo commento a caldo, duro ed amaro, di Daniele Calamita, responsabile Flai Cgil.

Ricorda, invece, l’ultima morte bianca avvenuta il mese scorso a Passo Breccioso con il decesso del “supernetturbino” Antonio Di Gennaro, Mara De Felici, segretario provinciale Cgil: “Anche questo è il drammatico prodotto di una crisi del mondo del lavoro che si traduce in una clima tutt’altro che sereno in fabbriche ed aziende, dove si tace e si accetta di sottostare a qualsivoglia regola pur di non perdere il posto”. “Non conosco bene la dinamica dell’incidente – continua la De Felici, contattata, “da quella si capirà se per Cassinese siano state rispettate tutte le misure di sicurezza sul lavoro all’interno dell’azienda”.

La comunità foggiana tutta si stringe alla famiglia di un'altra vittima del lavoro in Capitanata, di un altro uomo la vita del quale è stata tragicamente interrotta da una fatalità”. Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha espresso con queste parole il “profondo cordoglio personale e dell’intera Amministrazione comunale” per quanto accaduto questa mattina all'interno dell'impianto Sfir dell'area industriale di Foggia-Incoronata.

Le morti bianche continuano a funestare la nostra terra – continua Mongelli – e impongono a tutti, istituzioni e parti sociali, di moltiplicare impegno e sforzi per prevenire tragedie che provocano dolori e danni incalcolabili”.

 

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