Discariche sotto i campi agricoli, l'allarme di Italia in Comune: ecco cosa si nasconde nella città di Foggia

Italia in Comune mappa i siti più pericolosi, utilizzati come discariche prima del 1981. Da via San Severo a via Sprecacenere a Passo Breccioso

“La normativa che impone ai Comuni l’utilizzo di discariche controllate, ovvero realizzate con accorgimenti mirati alla salvaguardia dell’ambiente, entrò in vigore nel 1981. Prima di quella data le aziende di smaltimento dei rifiuti non erano obbligate a utilizzare tutte quelle accortezze atte a prevenire danni ambientali. Sebbene Foggia fu precursore di quella normativa (la prima discarica controllata risale, infatti, al 1980, un anno prima che divenissero obbligatorie), abbiamo potuto accertare che dove in passato si presume vi erano discariche, oggi ci sono campi agricoli”. Esordisce così Italia in Comune oggi in conferenza stampa per fare il punto sulle discariche presenti in città. Redatto un vero e proprio report. Presenti i consiglieri comunali Vincenzo Rizzi e Marcello Sciagura, oltre a personaggi attivi in città come Francesco Gentile e Marino Talia.

“Quello che abbiamo scoperto e che oggi stiamo denunciando non costituiva ieri reato ambientale; solo successivamente si è compreso essere pericolosi per la salute, quindi la domanda oggi è: le autorità sanitarie hanno effettuato le analisi dei terreni per assicurarsi che siano idonei ad essere utilizzati a fini agricoli? Inoltre, è stata effettuata un’analisi della falda acquifera per accertarsi che non sia stata contaminata con ripercussioni per zone più ampie a quelle interessate dalle discariche dismesse? È bene ricordare che non più di un anno fa, dai controlli effettuati nei pozzi di controllo della discarica “Frisoli” a Passo Breccioso, discarica comunale, i rilievi hanno messo in evidenza un grave stato d’inquinamento della falda transitante sotto la discarica, fatto che ha imposto al sindaco di emanare una ordinanza sindacale di divieto di emungimento delle acque fino a 1km di distanza dalla discarica”.

“E, ancora, visto che le discariche utilizzate precedentemente all’entrata in vigore delle norme adottate oggi potrebbero essere delle bombe ecologiche, i Comuni e le autorità sanitarie tengono sotto controllo quelle aree? Ma, soprattutto, cosa c’è oggi dove si scaricavano i rifiuti prima del 1981? Infine, ci chiediamo: le ragioni economiche prevalgono sulla salute e quindi si preferisce ignorare il problema confidando sullo scarso interesse dei cittadini per simili problematiche? Per tutte queste domande, aspettiamo una risposta delle Autorità locali competenti” concludono.

I dati

“Risalire ai siti di Foggia non è stato facile, con il fallimento di AMICA tutti i documenti dell’azienda sono stati sequestrati e non sono accessibili. In mancanza di documenti ufficiali ci siamo serviti della testimonianza di alcuni cittadini che per diversi motivi quelle discariche le hanno viste. Ergo, per ovvi motivi, non siamo riusciti a risalire a periodi antecedenti al dopoguerra” fa sapere Italia in Comune.

“La prima discarica di cui abbiamo memoria storica, è quella denominata “degli americani”. Il sito era una cava in via San Severo, dove successivamente fu costruito l’inceneritore che funzionò dal 1973 al 1978 bruciando circa 800 q.li di rifiuti urbani al giorno. L’ impianto venne spento perché si scoprì essere pericoloso per le emissioni di diossina e avendo solo un forno non si ritenne economicamente vantaggioso adeguarlo alle nuove normative. Non abbiamo avuto certezze che l’area interessata dalla ricaduta di diossina sia stata bonificata. Nella cava di via San Severo, utilizzata dagli americani fino a quando non lasciarono la Capitanata nel 1946, furono conferiti i rifiuti urbani per circa 20 anni .

Una volta riempita, l'immondizia di Foggia venne versata per i successivi 10 anni in via Sprecacenere, nei pressi del cimitero, dove oggi sorge il Centro Comunale di Raccolta (CCR) che non è mai entrato in funzione e dove si vorrebbe realizzare il nuovo canile comunale. Esaurita anche questa seconda discarica, si individuò un nuovo piccolo sito, utilizzato per circa un anno, tra la Strada Statale 16 e quello che oggi è il quartiere Biccari (non conosciamo il punto esatto).

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Successivamente, ancora una volta in via Sprecacenere, fu individuata un’area (oggi all’interno del cimitero) dove si conferivano i rifiuti fino al 1980. La prima discarica controllata fu realizzata a Tavernola, località Passo Breccioso, oggi tristemente famosa con la denominazione”valle delle discariche”. Oltre alle discariche dismesse note, ci sono altri tre siti che furono utilizzati provvisoriamente e che molti ignorano essere stati in passato adoperati a tale scopo”.

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