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Nico Baratta: "Sterrato Giannone, anziché corso”. Urge manutenzione

Marciapiedi distrutti e scivoli per disabili impraticabili. Il corso per eccellenza che unisce Foggia al suo centro urbano sta diventando uno sterrato pedonale. Per risolvere il problema sottoposto da Nico Baratta, urgono interventi

Riceviamo e pubblichiamo l'articolo denuncia di Nico Baratta sulla situazione e la mancata manutenzione dell'area pedonale di Corso Giannone

Perché quando passeggio su un marciapiede, devo stare attento a non cadere per causa di una buca? Non bastano le eiezioni canine a rendere il percorso più arduo?  Perché? E' la domanda che molti cittadini si pongono da un pò di tempo durante le loro passeggiate su Corso Giannone a Foggia. Ma come, le buche non erano solo sulle strade percorse dalle automobili? Purtroppo no!

Se si passeggia sul lato sinistro del marciapiede del corso (nel senso di marcia delle autovetture) sembra di camminare su di un percorso sterrato; non si riesce a fare più di cinque metri che una buca o un dosso, spesso un dislivello accentuato all'inizio e fine del tratto pedonale, complica la vita ai pedoni, quasi a minare l'incolumità di chi vorrebbe godersi la passeggiata.

E parlo solo dei pedoni che, diciamo "a braccetto", si concedono alcuni momenti di relax.

Difatti il problema diventa più serio quando sul quel marciapiede ci transitano passeggini con all'interno i bambini e, ancor più grave,  concittadini in carrozzella, appunto, chi non ha più il piacere di utilizzare le proprie gambe per muoversi liberamente.

Quel tratto pedonale è un pericolo evidente, non solo per le buche con la loro conformazione e grandezza, ma forse anche per la causa che le ha determinate. Se si osservano bene le parti rotte, possiamo notare che fra mattonelle divelte, piani inclinati, buche e principi di voragini, il pericolo che il marciapiede "offre" al pedone è sotto gli occhi di tutti. Come anche gli scivoli per i disabili in carrozzella che invece di essere d'aiuto, sono d'ostacolo. Scivoli che diventano barriere architettoniche create dal gradino dell'asfalto stradale che supera il margine terminale della rampa per disabili, cagionando pericolo a chi in carrozzella cerca di transitarlo e per poi ritrovarsi ribaltato per terra. E il pericolo non è solo per i disabili, aspetto primario e più importante, bensì per quei genitori che si ritrovano con i bambini sballottati e a volte sbalzati fuori dal passeggino. Non sto esagerando poiché è successo. "Non Va Bene!"

Come si può vedere dalle fotografie (riportate nel book fotografico inviato alle Redazioni Giornalistiche e TV), il marciapiede è un susseguirsi di pericoli. Analizzando attentamente lo stato pedonale, pare che la sua superficie sia stata costruita su di un piano stradale con il sottosuolo fragile o forse vuoto. Inoltre, osservando bene l'area si nota anche che la maggior parte dei locali esistenti, per lo più negozi, sono provvisti di ampi locali sotterranei ricavati dalle cantine costruite tra i pilastri portanti dei palazzi. Tutto in regola, ovviamente, credo.

Un'idea sul probabile cedimento strutturale del marciapiede, apparentemente me la son fatta: suppongo che tra cantine e con un sottosuolo, forse un susseguirsi di grotte e cunicoli di antica edificazione, quell'area sotterranea manca di adeguata struttura portante; ipotesi avvalorata dalle caratteristiche suburbane di Foggia, che pian piano in alcune aree non adeguatamente ben tenute, stanno cedendo.  Ipotesi vaga, vero?

Non direi, e non posso certificarla. Comunque altri casi simili testimoniano l'ipotesi avvalorata, come quelli in Via Le Maestre e zone limitrofe, dove il cedimento strutturale del piano urbano ha mietuto paura, recando disagi e pericoli ai concittadini e alle abitazioni. E' il caso di dire che a Foggia il sottosuolo è vacante e in alcune aree esiste una città sotto la città. Tuttavia non è giustificabile lo stato "comatoso" cui verte quel marciapiede e, ciò secondo me, urge di un intervento tecnico specifico dell'ufficio preposto.

Altra ipotesi che sottopongo all'attenzione dei lettori e degli organi preposti, senza recare allarmismi e meraviglia, se durante la fase di realizzazione e/o rifacimento del piano pedonale qualche progettista o impresa di costruzione abbia commesso qualche disattenzione tale da rendere fragile l'area.  Ovviamente è un'ipotesi. Potrebbe essere anche che il riempimento sottostante il marciapiede sia stato eseguito con materiali più friabili o scadenti; comunque è tutto da verificare.

Ma ora che si fa? Si lascia al tempo di terminare l'opera distruttiva che l'uomo avrebbe potuto evitare? Se mi posso permettere, sempre nel mio piccolo e modesto contributo da cittadino cosciente e interessato al buon funzionamento di questa città, al Senso Civico e Buon Governo, prima di decidere di ripristinare quel "percorso sterrato" auspico che l'ufficio comunale preposto svolga dapprima un'ispezione del sottosuolo con uno studio che rilevi lo stato d'essere attuale, e poi intervenga con lavori a "regola d'arte" (posa in opera e lavorazione con materiali più idonei secondo i capitolati tecnici vigenti) e certifichi la sua stabilità e sicurezza.

Termino con l'invitare l'Amministrazione Comunale a tener conto anche dei tanti altri "passeggi pedonali" che in città sono vittime dell'usura pregressa, coperti da bitume crepato e bucato, di quelli che quando piove spariscono sotto l’acqua piovana e di aver maggior attenzione a quei marciapiedi invasi dall'asfalto delle strade tali da avere il battente molto al di sotto dei centimetri previsti dai capitolati tecnici preposti. Ovviamente, auspico che questa mia richiesta, che è quella di molti concittadini, (civile denuncia?) venga adempiuta sperando che il marciapiede di Corso Giannone non debba aspettare l'approvazione del P.U.G. o tempi biblici per il suo ripristino. Il problema sottoposto urge il ripristino".

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