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I manifesti 6x3 a Foggia

I manifesti 6x3 a Foggia

Spuntano manifesti in tutta Foggia: "Mamma ti voglio bene". Lettera-denuncia di un figlio: "Prima o poi i conti torneranno"

La lettera di un figlio ad una madre trasferita in una struttura senza possibilità di poterla vedere.

E' mistero sui manifesti 6x3 comparsi questa mattina in alcuni punti di Foggia. Tre in tutto: in corso del Mezzogiorno, in via De Petra e in via Ascoli.

Nel silenzio della città in quarantena, in uno scenario surreale per via dell'emergenza sanitaria che da qualche settimana costringe gli italiani a restare in casa e ad uscire solo e soltanto in caso di necessità e urgenza, ecco spuntare la lettera di un figlio alla madre.

"Ti voglio bene mamma'. Comincia così. "E voglio che a te giunga forte questo mio messaggio vista la triste situazione che stai vivendo di disagio". Non una lettera qualunque quindi, non un semplice messaggio strappalacrime, ma un manifesto di denuncia, dove emerge tutto il timore di un figlio per le sorti della madre, trasferita in una struttura, aggiunge, "da colui che tu sbagliando ritenevi una tua creatura". Ancor più in questo momento "che nemmeno posso più venirti a trovare visto che anche un virus ci doveva separare" continua.

Da far tremare i polsi nel passaggio in cui il figlio si augura che non vada a finire come nella rsa di Soleto. Per quella madre che lo ha portato in grembo, partorito e cresciuto, che aveva "un immobile più che degno", ma che ora, dichiara l'autore del cartellone, "si trova affidata ad un amministratore di sostegno".

Nella lettera-denuncia sostiene di essersi appellato finanche ad un giudice per riportarla a casa, "ma uno staff ben articolato e collocato ogni ostacolo ha creato". 

Il resto della missiva è una raffica di accuse: "Non so come definire chi dottore pretende ancor di farsi chiamare e che finora ogni storia è riuscito ad inventare. Pur di liberarsi in ogni modo dei propri familiari per poter poi con gli amici godersi gli altrui danari. Chi i tuoi nipoti è stato capace di strumentalizzare dando loro una parte nel film da recitare. Chi al medico del pian di sopra il primo certificato fece fare pur se per poco la sua porta non si riuscì a bruciare. Chi dovrebbe il cuore degli altri esser capace di curare e non solo con bancari e conti correnti pensare a giocare. Chi predilige con un gommone per il Gargano vagare o con compagni di merende verso Tirana andare. Chi ad una madre tanto è stato capace di fare dai propri figli la stessa cosa si dovrà aspettare"

La lettera si conclude così: "Mamma, come dicevi tu di recente, pur con affanno: “Stai tranquillo che prima o poi i conti torneranno. Tuo figlio".

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