A Termoli l’ondata di protesta contro le trivellazioni. In 3mila a difesa dell’Adriatico

Con involucri di plastica neri si simula lo spiaggiamento dei capodogli. Le istituzioni ribadiscono il "no" alle introspezioni petrolifere. Lucio Dalla testimonial di una battaglia per difendere il "profondo mare"

 

Indubbiamente ci si aspettava una partecipazione maggiore. Tremila persone o poco più, 280 associazioni e le rappresentanze istituzionali dei comuni garganici, delle province e delle Regioni di Puglia, Molise e Abruzzo, hanno mantenuto l’impegno che da qualche settimana li vede coinvolti nella battaglia contro le riflessioni sismiche previste in Adriatico e soprattutto a largo delle Isole Tremiti.

Sotto un sole cocente e in uno scenario magico rivestito di bandiere rapite dal vento, slogan, striscioni, uomini, donne e bambini, Termoli ha risposto all’appuntamento ribadendo il “no” alle trivellazioni e al decreto del Ministro Prestigiacomo.

CRONACA DELLA GIORNATA  - Alle 10.00 l’arrivo delle istituzioni: ci sono il sindaco e il presidente della provincia di Foggia. C’è il commissario dell’Ente Parco Stefano Pecorella. Riflettori puntati sul presidente del consiglio regionale Introna e i consiglieri Gatta, De Leonardis e Lonigro. I sindaci di Peschici, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico e l’ex primo cittadino delle Isole Tremiti sono in prima linea insieme ai rappresentanti delle 280 associazioni organizzatrici dell’evento nazionale. Poi c’è il popolo, di destra e di sinistra. Continua ad arrivare gente. Il corteo parte e arriva in spiaggia, dove qualcuno fa il bagno e qualcun altro prende il sole. Stupito dall’arrivo in massa dei manifestanti, una ragazza si copre. I palloncini colorati sorvolano la simulazione dello spiaggiamento che ricorda i capodogli giunti a riva esanimi due anni fa in località Torre Mileto sul Gargano.

Il sindaco di Foggia non si tira indietro e per un attimo indossa anche lui l’involucro nero. Si eleva un coro unanime. Al grido “Prestigiacomo trivellati tu, le trivellazioni non le vogliamo più” oppure “Tutti al mare, tutti al mare a veder le acque chiare”, i partecipanti si dirigono nuovamente verso l’area portuale. E’ il momento del palco, della verità. Di fronte al popolo la classe politica è chiamata a scegliere da che parte stare. Qualche ora prima ai nostri microfoni e a quelli della Rai, Pecorella e Pepe avevano confermato la loro linea: “A fronte di questo che è un inizio di attività di ricerca, ci sono tante altre piattaforme che nel nostro mare Adriatico estraggono petrolio, gas e altri idrocarburi. Per cui dobbiamo tenere alta la guardia e dobbiamo evitare eventualmente in una fase successiva che si possa rilasciare un’autorizzazione alle trivellazioni senza sentire le popolazioni interessate come purtroppo è avvenuto in questa fase di ricerca” aveva dichiarato il commissario dell’Ente Parco. Il presidente della provincia aveva richiamato alla “massima attenzione e forza per dire “no” alle trivellazioni”.

E’ l’una quando sul palco sale il presidente del consiglio regionale Onofrio Introna: “Ci vogliono portare a un Adriatico che regali la morte, ma noi lo difenderemo”. Dopo di lui è la volta del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli: “Diciamo “no” ad una scelta che è antistorica - perché nel mondo si punta sulle energie rinnovabili e qui ancora sul petrolio - una scelta antieconomica – perché per estrarre il petrolio dobbiamo consumare acqua - e che non è intelligente – perché il nostro petrolio è il turismo. Ministro ritira quel decreto”.

Attimi di tensione quando a parlare è il presidente di centrodestra della Regione Molise. Partono i fischi. Gli animi si surriscaldano. Acqua passata. E’ il momento delle associazioni e di Annamaria Lisci, vera eroina di questa manifestazione: “Venti anni fa ci hanno detto che saremmo diventati una riserva marina, oggi ci dicono che vogliono costruire delle piattaforme petrolifere. Noi non vogliamo svegliarci e trovare una situazione come il Golfo del Messico. Diciamo “no” al petrolio e lo diciamo fortemente”. Dopo di lei prende la parola l’altro condottiero di questa battaglia, il commissario dell’Apt della provincia di Foggia Nicola Vascello: “1 milione di arrivi, 4 mln e mezzo di presenze, 7mila addetti nel settore turistico e un fatturato di 450milioni di euro confermano che il nostro petrolio e la nostra ricchezza è il turismo. Costituiamo un tavolo di associazioni che monitorino la situazione”.

Il moderatore annuncia che a qualche miglio dal porto si trova Lucio Dalla. La gente applaude. Camicia di jeans e occhiali da sole, prende la parola il giornalista Gianni Lannes, più volte minacciato di morte per le sue inchieste ambientaliste: “La morte dei capodogli spiaggiati a Torre Mileto è avvenuta perché il nostro governo aveva dato l’ok a una compagnia olandese alle perforazioni nello Ionio. Esiste una trasversalità affaristica che passa dal centrodestra al centrosinistra. Il sud non è la discarica d’Europa”.

Parola a Peppino Calabrese: “Ci siamo inventati un lavoro che si chiama turismo e lo difenderemo. Non ci arrenderemo a questo sopruso”. Arriva Lucio Dalla. Il cantautore viene assalito dai flash dei fotografi. In molti implorano il suo impegno e la sua vicinanza. Sul palco è tutta un’altra musica. ”Com’è profondo il mare” accompagna la camminata del garganico Dalla, l’amico del mare e della terra di Puglia. “Cari amici e cari concittadini non sono qui come un cantante ma come un cittadino del mare perché questo obbrobrio e questa stupidità non minaccino la nostra sopravvivenza” afferma l’artista bolognese. “Dobbiamo cominciare a pensare in maniera diversa. Guai a perdere la coscienza della nostra cultura. Quando scrissi Com’è profondo il mare non avrei mai pensato che 32 anni dopo mi sarei ritrovato qui di fronte una situazione del genere, tra le trivelle". L'autore di celebri canzoni quali Attenti al Lupo e Futura, ricorda il concerto del 30 giugno che terrà alle Tremiti, probabilmente in compagnia di Francesco De Gregori.

Termina con le parole di Dalla e il saluto dei cittadini a difesa dell’Adriatico, il primo appuntamento di una battaglia che non sarà facile vincere. I manifestanti abbandonano la zona portuale con la convinzione che uniti si può vincere. “Prestigiacomo sei una bella donna, ma lasci che il Gargano resti una bella terra” urla al cielo un agguerrito manifestante.

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