Da Foggia a Roma contro sfruttamento e caporalato dei lavoratori migranti

Un pullman anche da Foggia col sostegno della FLAI CGIL per chiedere il rinnovo di permessi e il superamento definitivo della legge Bossi-Fini

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

flai cgil-2Per il diritto di soggiorno e contro la Bossi-Fini; contro lo sfruttamento, il lavoro nero, il caporalato; per la sovranità alimentare la difesa dell’agricoltura; contro ogni discriminazione e xenofobia. Con queste parole d’ordine stanno manifestando oggi a Roma centinaia di lavoratori migranti e non solo giunti nella capitale da tutt’Italia per richiedere tutela legale per chi denuncia gli sfruttatori e il rinnovo di tutti i permessi di soggiorni rilasciati per i fatti di Rosarno di due anni fa.

Un pullman è partito anche da Foggia, con il sostegno della Flai Cgil di Capitanata. “L’iniziativa è nata dal basso in tutt’Italia – spiega il segretario della Flai di Foggia, Daniele Calamita sostenuta da quelle tante sigle e associazioni che giorno per giorno lavorano al fianco dei migranti, dando loro accoglienza, tutela sanitaria e legale, ospitalità, facendo mediazione culturale, lavorando a piattaforme di rivendicazione per far uscire questi lavoratori dal cono d’ombra di una clandestinità affibbiata loro come uno stigma da una legge ingiusta e inumana”.

Usmane dà voce ai braccianti che lavorano nel foggiano: "Veniamo da una zona vicino Foggia chiamata 'Il Gran Ghetto', uno dei più grandi villaggi africani d'Europa. Si tratta di una zona abbandonata in piena campagna dove non ci sono servizi e le case in plastica quando tira il vento volano via. Viviamo in condizioni bruttissime - prosegue - e siamo qui per chiedere al governo il permesso di soggiorno, per avere diritti. La maggior parte di noi, infatti, non ce l'ha ed è costretta a lavorare in nero a 3 euro e 50 all'ora".

Ciononostante, spiega Calamita, “non abbiamo voluto far mancare anche il nostro piccolo aiuto considerata la straordinaria voglia di protagonismo e di partecipazione che i lavoratori migranti oggi presenti nel territorio provinciale hanno manifestato. Spesso non è facile coinvolgerli, a bloccarli il più delle volte è il timore di perdere la giornata o il lavoro. Ma questo volta hanno fatto tutto da soli, noi abbiamo dato solo un supporto logistico. E’ un segno di grande maturità e consapevolezza che fa ben sperare per la prossima stagione estiva. Sperando che le loro legittime richieste vengano accolte dal nuovo Governo”.

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