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Franco Metta

Franco Metta

Shock a Cerignola, manifestanti minacciano il sindaco: "Andiamo sul Comune e ammazziamolo”

Il primo cittadino si riferisce alla manifestazione organizzata da una cinquantina di persone “tutte fomentate dal capopopolo Gerardo Bevilacqua" e si rivolge a questura e prefettura

Il sindaco di Cerignola, Franco Metta, si sa, ha le spalle forti. “Sono abituato, mio malgrado, ad insulti e intimidazioni”, spiega. “Ma questo non è un motivo per continuare ad autorizzare manifestazioni a carattere violento, non contro la mia persona ma contro l’istituzione che rappresento”.

Il primo cittadino Metta si riferisce alla manifestazione organizzata da una cinquantina di persone “tutte fomentate dal capopopolo Gerardo Bevilacqua, soggetto ampiamente noto alle cronache politiche cittadine e non”, continua.

Una protesta regolarmente autorizzata dalle autorità preposte, trasformatasi in breve tempo - come prevedibile - nello sfogatoio di “pochi scalmanati, conclusasi al grido di ‘andiamo sul Comune e ammazziamolo’”. Con riferimento, ovviamente, al sindaco Metta.

Al centro della disputa, la Zona a Traffico Limitato disposta dall’Amministrazione comunale nel centro cittadino, “come in tutte le città d’Italia”, puntualizza Metta. “Sia ben chiaro: qui non si vuole limitare la libertà di manifestazione ed espressione di nessuno. Ma è la terza volta che vengono autorizzate manifestazioni ad opera degli stessi soggetti, dagli esiti sempre uguali”.

Metta è un fiume in piena: “Parliamo sempre gli stessi soggetti che hanno tappezzato le strade cittadine di manifesti dal medesimo tono, violento e intimidatorio; affissioni abusive per le quali sono state elevate contravvenzioni ad opera della Polizia Municipale. Mi chiedo se sia normale, in uno stato di diritto, autorizzare manifestazioni di questo tipo”.

Per rispondere al suo interrogativo, il sindaco di Cerignola ha inviato una comunicazione indirizzata al prefetto ed al questore di Foggia: “Eccellenze”, si legge nella missiva. “Sono del tutto immune da paure e intimidazioni. Non di meno Vi informo ufficialmente dell’accaduto, perché quando, non come persona, ma come Istituzione democraticamente eletta, dovessi essere vittima di gesti inconsulti, fomentati da manifestazioni autorizzate dalle preposte Autorità, chi nulla ha posto in essere sul piano della vigilanza e della prevenzione, non abbia a meravigliarsi e a scandalizzarsi”.

Alla comunicazione, assicura Metta, non è seguita alcuna risposta. “Forse si attende che qualcuno possa mettermi fisicamente le mani addosso per intervenire", chiosa il sindaco a FoggiaToday. " E a quel punto si darebbe il via al susseguirsi di messaggi di solidarietà e vicinanza. Io preferirei prevenire questa eventualità. E agire per tempo”.

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