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Canale Marina di Lesina

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"Impermeabilizziamo il canale": in mille per Marina di Lesina

Le strade di Foggia sono state invase da un migliaio di manifestanti che hanno sfilato per chiedere il salvataggio della zona turistica di Marina di Lesina, dal 1995 colpita da un dissesto idrogeologico

"Impermeabilizziamo il canale". Una scritta su magliette e cappellini, ma soprattutto una richiesta portata avanti da circa un migliaio di persone che oggi hanno invaso le strade di Foggia. I manifestanti hanno sfilato per evitare la dichiarazione di inagibilità di 1.500 dei circa 4.000 appartamenti colpiti dal dissesto idrogeologico di Marina di Lesina, guidati dal presidente dell'associazione Pro Lesina Marina, Antonio Palma, dalla Pro Loco Lesina Marina Estate e Salviamo Lesina Marina. Una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal viceprefetto vicario al quale sono stati chiesti interventi urgenti per salvare la zona turistica prima che la situazione diventi "gravissima ed irreversibile". Il dissesto - secondo i manifestanti - è cominciato nel 1995 quando è stato sostituito il vecchio argine in cemento armato impermeabilizzato nel quale scorreva il corso d'acqua del canale Acquarotta, che collega il lago di Lesina con il mare. Al suo posto sono state montate gabbionate in pietrame che non sono impermeabili perché si voleva evitare, secondo la Regione, un'ipotetica moria di pesci.

"L'acqua - secondo Palma - da allora ha cominciato, per effetto delle correnti, ad erodere le rocce gessose che si trovano nel terreno e si sono avvertiti i primi sintomi del dissesto". Nel documento di cinque pagine consegnato in prefettura dalle associazioni, si chiede di "impermeabilizzare il canale o, in alternativa, in attesa dei lavori di impermeabilizzazione, di svuotarlo immediatamente". Per raccogliere fondi per la soluzione del dissesto, l'associazione ha avviato una sottoscrizione nazionale e ha deciso di vendere le t-shirt con la scritta 'Impermeabilizziamo il canale'.

Le associazioni hanno inoltre chiesto alla prefettura di essere messe nelle condizioni "di studiare gli stessi documenti esaminati dalle Autorità emergenziali"; vogliono un "confronto vero e non formale tra i tecnici dei proprietari delle abitazioni che conoscono meglio il territorio, quelli dell'Autorità di Bacino e del Comitato Scientifico per arrivare alla conclusione del grave problema del dissesto idrogeologico"; sostengono di "non condividere" le decisioni prese sulla base di documenti che, ripetutamente richiesti, non sono mai stati consegnati". Nel documento i manifestanti ricordano infine che a Marina di Lesina "abita gente che ha fatto enormi sacrifici per comprare una casa; gente che ha lavorato anche all'estero per avere un rifugio in un posto bellissimo, danneggiato solo da comportamenti perseguibili penalmente di diverse Autorità".
(ANSA)

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