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Coop. verde, Comune sotto assedio: i dipendenti battono cassa

Ottanta lavoratori hanno presidiato Palazzo di Città blindato. Chiedono il pagamento degli stipendi. Per il sindaco due le grane: dove trovare i soldi e con che formula giustificare i pagamenti

Nuovo assalto al Palazzo da parte delle cooperative del verde. Circa un’ottantina i lavoratori che oggi hanno presidiato per l’intera giornata il Comune di Foggia, intralciando e “disturbando” rumorosamente (con fischi e pugni contro le porte) anche la cerimonia del Precetto Pasquale in corso nell’aula consiliare, alla presenza dell’arcivescovo Francesco Pio Tamburrino.

Reclamano gli stipendi arretrati e certezze occupazionali (dopo la risoluzione del contratto con Amica, contestuale al fallimento dell’azienda di igiene urbana). Solo la scorsa settimana, lo ricordiamo, il consiglio (in una seduta monotematica dedicata) aveva votato all’unanimità una mozione politica che impegnava l’amministrazione comunale a corrispondere “nel giro di 15 giorni il pagamento di almeno due mensilità arretrate e, nel giro di un mese, di un serio programma operativo che tenga conto dei problemi ricollegabili alla cura del verde pubblico”.

Neanche sette giorni, dunque, e gli oltre 150 dipendenti di Unioncoop ed Eurocoop sono tornati a batter cassa in corso Garibaldi. Lunga camera di consiglio per il sindaco Mongelli e il presidente del consiglio comunale, Raffaele Piemontese, in un Comune blindato, presidiato costantemente da Digos, Polizia, Carabinier. e un drappello “potenziato” di Polizia Municipale (circa 18 gli agenti schierati davanti all’aula consiliare).


La vertenza non è di poco conto: non solo la transazione economica, infatti, dovrà essere  il Tribunale fallimentare ad autorizzarla ma tra Comune di Foggia e cooperative non intercorre un rapporto giuridico diretto (che passa invece per Amica), motivo per cui bisognerà trovare la formula legalmente e amministrativamente valida per permettere a Palazzo di Città di trasferire quel denaro ai lavoratori. Non solo. Il secondo step sarà quello di “rimediarlo” quel denaro: circa 800mila euro, somme importanti, notevoli, quasi proibitive per un Comune in forti difficoltà economiche.

Intanto il verde cittadino langue, parchi e giardini sono ridotti a discariche. La città mostra ormai segni di insofferenza. E c’è chi verga di rosso il proprio lenzuolo: “Basta vivere nell’immondizia – l’appello- vogliamo una città più pulita”. Ed è delle ultime ore il chiarimento del sindaco Mongelli alla curatrice fallimentare di Amica, Mirna Rabasco: la cura del verde è competenza delle cooperative, ma la pulizia delle aree verdi è compito di Amica.

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