Manfredonia, rubano rame in un cantiere: il ricavato per portare le fidanzatine alle giostre

Denunciati in stato di libertà due ventenni pregiudicati di Manfredonia. Alla polizia che li ha sorpresi: "Ci avete rovinato la festa", quella patronale

Il materiale trafugato

Rubano rame, ma la polizia rovina loro “la festa”. E’ quanto accaduto la scorsa notte nel Manfredoniano, dove gli agenti del commissariato – nell’ambito di una serie di controlli predisposti sul territorio – hanno denunciato in stato di libertà due giovani ventenni pregiudicati sipontini, ritenuti responsabili di tentato furto aggravato in concorso, nonché simulazione di reato.

Potrebbe sembrare uno dei tanti furti sventati dalle forze dell’ordine in quest’ultimo periodo. L’illecito, infatti, era finalizzato a recuperare denaro facile da utilizzare nell’imminente festa patronale di Manfredonia ed accompagnare alle giostre le rispettive fidanzatine. Per questo, dopo essere stati beccati dalla polizia, i due giovani hanno accusato gli agenti di avergli “rovinato la festa”.

Le indagini sono partite a seguito di una segnalazione giunta al 113 che indicava la presenza di due soggetti sospetti in viale Michelangelo e di una vettura nella vicina piazza pronta ad accogliere del materiale trafugato in un vicino cantiere edile. Giunta sul posto, la volante della polizia ha trovato una Fiat Punto bianca con le portiere ed il vano portabagagli aperto e, nascosto dietro una cabina elettrica dell’Enel, diverso materiale elettrico e di cantiere pronto per essere caricato sul mezzo.

Nel giro di pochi minuti, però, si è presentato sul posto anche il proprietario del veicolo e suo figlio, il primo affermando di essere stato avvisato, proprio dal figliolo, che l’auto in questione era stata oggetto di furto; il secondo giurando di aver assistito e di aver addirittura tentato di evitare che “i cattivi” rubassero l’auto del papà. Dopo le incalzanti domande della polizia, però, il ragazzo è caduto in numerose contraddizioni, per ammettere tutte le sue responsabilità: era stato proprio lui, ad insaputa del genitore, ad impossessato dell’autovettura per consumare il furto, asserendo  di aver consumato il reato con un suo amico residente alle case popolari. Nel frattempo, da un controllo al suo telefono cellulare si appurava che il complice lo aveva ripetutamente contattato inviandogli tra l’altro un sms in cui si raccomandava di tenerlo aggiornato e di non rivelare il suo nome.

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I successivi accertamenti tramite gestore telefonico hanno permesso poi di assodare le complete generalità del secondo giovane pregiudicato locale. Alla luce di quanto accertato entrambi i giovani venivano segnalati per il furto aggravato in concorso, uno dei due anche per simulazione di reato (per la falsa  denuncia orale del furto del veicolo mai avvenuto) nonché, stante alle dichiarazioni da lui stesso fornite, anche per guida senza patente, visto che ha condotto l’auto sul luogo del furto non avendo ancora conseguito la patente di guida. Tutto il materiale trafugato è stato riconsegnato al legittimo proprietario.

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