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Mare inquinato a Manfredonia, Aqp si difende: "Nostro impianto funziona". Riccardi all'attacco: "Vi nascondete dietro un dito"

Botta e risposta tra l'ente e il sindaco sul funzionamento del depuratore delle acque dopo le indagini dell'Arpa che hanno portato alla sospensione della balneazione. Confermata la richiesta di risarcimento danni

“Con riferimento alle notizie pubblicate recentemente da alcuni organi di stampa, Acquedotto Pugliese precisa per dovere di chiarezza e contro “suggestive” ipotesi di danni all’ambiente e alle attività legate alla balneazione, che l’impianto di depurazione, a servizio del territorio di Manfredonia, funziona regolarmente, nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa vigente”. E’ questa la nota stampa con lui l’ente scarica da sé ogni responsabilità in merito alla vicenda dell’inquinamento di tratti di mare del Golfo, e “precisa, altresì, che l’immissione nel Candelaro dei reflui della depurazione avviene a oltre un chilometro e mezzo, in linea d’aria, dalla foce del fiume, ben lontano, dunque, dal litorale, e, comunque, in quantità non in grado di compromettere le caratteristiche microbiologiche delle acque di balneazione”. “La società idrica pugliese chiarisce, infine, di aver effettuato proprio nei giorni scorsi, nell’ambito delle attività routinarie di monitoraggio dei reflui della depurazione, controlli delle acque a monte e a valle del punto di immissione, riscontrando valori nella norma, con una riduzione dei parametri microbiologici verso valle”.

Una versione che il sindaco di Manfredonia rigetta in toto. “Aqp si nasconde dietro un dito” tuona dalla sua pagina facebook. “Si resta basiti di fronte alle dichiarazioni di AQP relative al regolare funzionamento dell'impianto di depurazione di Manfredonia – scrive Angelo Riccardi-. L’ Acquedotto Pugliese, infatti, anziché impegnarsi nel risolvere i problemi dei tanti, troppi, superamenti dei limiti registrati da ARPA, s’impegna invece a difendersi da eventuali attribuzioni di responsabilità sul cattivo stato delle acque del golfo di Manfredonia. Altrettanto singolare è quanto dichiarato da AQP sui monitoraggi effettuati a monte e a valle del punto di scarico nel Candelaro che dimostrerebbe, a proprio modo di vedere, che lo scarico del depuratore determina effetti benefici (?!) sul fiume tanto che i valori a valle dello scarico sarebbero inferiori a quelli a monte. Non conosciamo i monitoraggi di AQP, ma conosciamo, invece, i monitoraggi di ARPA Puglia al punto di scarico che rivelano un cattivo stato di gestione del depuratore tanto da far rilevare, alcuni mesi fa, valori di Escherichiacoli OLTRE 20 VOLTE la norma. Ci chiediamo, quindi: come mai i lavori di potenziamento, iniziati da oltre 2 anni, non sono stati ancora ultimati? E perché ARPA continua a registrare così frequentemente il superamento dei limiti allo scarico? Sono queste le risposte che attendiamo e pretendiamo da AQP che, al contrario, continua a sostenere la favola del depuratore efficiente e pienamente rispettoso delle regole”.

In mattinata al Comune di Manfredonia si è tenuto l’annunciato incontro con una delegazione di operatori turistici. Riccardi a Foggiatoday conferma la volontà di perseguire la strade del risarcimento danni da parte di Aqp, “sussistendo elementi a supporto della nostra istanza” dichiara il primo cittadino.

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