Traffico di cocaina dalla Colombia al Gargano: si consegna il manfredoniano Giuseppe Bergantino

L'uomo è coinvolto nel blitz dei carabinieri di Barletta coordinato dalla DDA di Bari ma era risultato irreperibile. Ieri sera ha chiamato i carabinieri facendosi trovare in casa in compagnia del suo avvocato

Immagine di repertorio

Ha chiamato i carabinieri, facendosi trovare in casa in compagnia del suo avvocato. Così, ieri sera, Giuseppe Bergantino, manfredoniano coinvolto nel blitz sul traffico internazionale di droga coordinato dalla DDA di Bari, si è consegnato ai militari dell'Arma.

L'uomo è destinatario della misura degli arresti domiciliari accusato, insieme ad altri 6 soggetti, di associazione a delinquere per il traffico internazionale di cocaina dalla Colombia al Gargano, passando per Amsterdam. Le indagini, come evidenziato dagli inquirenti della DDA, sono anche correlate all’omicidio del manfredoniano Saverio Tucci, membro di spicco del clan Li Bergolis, ucciso ad Amsterdam nell'ottobre 2017 dal pregiudicato manfredoniano Carlo Magno, in seguito tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Barletta previa rogatoria internazionale con l’autorità giudiziaria olandese, grazie al contributo di Eurojust, nel mese di aprile 2018.

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Da quel momento, Magno ha iniziato un percorso di collaborazione con la giustizia. Nel corso di vari interrogatori ha contribuito in maniera determinante a delineare in modo completo ed esaustivo l’organigramma criminale, i canali di rifornimento e le modalità di importazione dello stupefacente dal Sudamerica fino a Manfredonia, riferendo inoltre agli inquirenti che Tucci era stato parte del gruppo che, esattamente due anni fa, ha ucciso il boss Mario Luciano Romito e il cognato nella mattanza di San Marco in Lamis uccidendo anche il cognato  Matteo De Palma e due innocenti: i fratelli Aurelio e Luigi Luciani.

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