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Assalto a un portavalori

Assalto a un portavalori

Il Tavoliere criminale terra di 'specialisti': business dei rifiuti a San Severo, assalti e rapine a Cerignola

Il contenuto della relazione della DIA del secondo semestre 2017 su San Severo è Cerignola

Una criminalità infiltrata e infiltrante. E’ quella, composita e plurale che, con i suoi gruppi, permea tutta l’area del Tavoliere: da San Severo scendendo nella piana di Cerignola. Nelle ricche pagine della relazione semestrale (luglio – dicembre 2017) al Parlamento sulla criminalità, redatta dalla DIA si da’ una immagine precisa e netta della divisione territoriale dei vari gruppi, ognuno con la propria specialità e raggio d’azione.

San Severo, dagli stupefacenti al business dei rifiuti

Nella realtà criminale di San Severo, caratterizzata, nel recente passato, da una pluralità di sodalizi autonomi coesistenti (Testa-Bredice, Russi, Palumbo, Salvatore Ex Campanaro xNardino), si continua ad assistere ad un processo di ascesa da parte di alcuni gruppi, che si starebbero progressivamente affermando su altre consorterie nel controllo delle attività illecite. Una criminalità - precisano gli investigatori -  attiva in tutta la provincia, “area che, per il traffico di stupefacenti rappresenta un importante crocevia di flussi anche ultraregionali, alimentati da canali diretti di approvvigionamento con l’estero. A tale scopo, i gruppi del Tavoliere possono contare sulla collaborazione di un gruppo albanese ben radicato sul territorio”. 

“L’asse criminale tra la mafia foggiana (in particolare, il clan Moretti-Pellegrino-Lanza) e quella sanseverese, il cui carattere tende ad essere sempre più “strutturale”, ha trovato conferma nell’operazione eseguita dall’Arma dei carabinieri l’11 agosto 2017, quando, a seguito di un’irruzione all’interno di un box di Torremaggiore, è stato sorpreso un commando composto da quattro pregiudicati, pronti, verosimilmente, ad una nuova azione di fuoco”. Nella definizione dei nuovi assetti criminali nell’area dell’Alto Tavoliere potrebbero incidere gruppi criminali autonomi, attivi nel vicino promontorio garganico, mentre potrebbe assumere un ruolo strategico il gruppo sanseverese Nardino, legato ai foggiani Sinesi-Francavilla”. Particolare attenzione merita la gestione dei rifiuti quale possibile e remunerativo business criminale, che ha visto coinvolte società di San Severo.

Cerignola, criminalità ‘specializzata’ leader nella Regione

Nel basso Tavoliere, la realtà criminale di Cerignola si presenta come la più solida e strutturata - attraverso l’azione, in particolare, dei clan Di Tommaso e Piarulli-Ferraro - imponendosi sul territorio con un consistente numero di affiliati, con forte disponibilità di armi, attraverso i quali riesce a diversificare le attività illecite da cui attingere risorse, opportunamente schermate, secondo una logica sempre più affaristica, flessibile e proiettata verso obiettivi di agevole realizzazione. “La pluralità delle attività delittuose perseguite, condotte anche con forme di pendolarismo, mostrano un elevato livello di organizzazione che conferisce alla criminalità cerignolana un ruolo di particolare importanza nell’intera regione, rendendo contestualmente difficoltosa la distinzione tra criminalità comune e quella di tipo mafioso”, scrivono gli investigatori. “È il caso, infatti, del traffico degli stupefacenti, dei furti e delle rapine ai TIR e ai portavalori, anche fuori regione, dove la scelta degli obiettivi, mai casuale, sottende l’esistenza di un “sistema” che connota le consorterie foggiane, e cerignolane in particolare, per l’elevata specializzazione delinquenziale”.

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