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Martedì, 24 Maggio 2022
Cronaca Monte Sant'Angelo

Criminali alzano il tiro nella città rinata dopo lo scioglimento per mafia: assessore nel mirino fu minacciato di morte con il sindaco

Nella notte l'auto dell'assessore al Bilancio in quota PD, Generoso Rignanese, è stata distrutta da un incendio. Con il sindaco D'Arienzo fu vittima di minacce di morte. Ignoti, qualche anno fa, rigarono la sua auto

Se le indagini dovessero confermare la natura dolosa dell’incendio dell’auto, completamente distrutta dalle fiamme, di Generoso Rignanese, per l’assessore al Bilancio e allo Sviluppo Economico di Monte Sant’Angelo si tratterebbe del secondo grave episodio intimidatorio. Nondimeno, nel novembre 2018, ignoti gli rigarono l'auto. In quella occasione il consigliere provinciale ed esponente di spicco del Pd di Capitanata, commentò così l’accaduto: "...Questi siamo..."

L'episodio più grave risale all’11 marzo 2019, quando dietro la porta della delegazione di Macchia fu trovata una busta contente un teschio umano e minacce di morte rivolte al sindaco Pierpaolo D’Arienzo, alla sua famiglia, ed anche a Generoso Rignanese. Il 22 giugno dello stesso anno era stata data alle fiamme l’auto del primo cittadino, da un giovane pregiudicato del posto con il quale D'Arienzo, pochi istanti prima, aveva avuto una discussione. Tuttavia, due giorni prima dell'accaduto, era stata incendiata l’auto di un dirigente comunale.

Qualche mese dopo, nella notte del 26 luglio 2019, verrà dato alle fiamme il mezzo di un’impresa che stava effettuando i lavori straordinari del manto stradale, dei muretti perimetrali e di alcuni tratti della fogna bianca sulla panoramica (leggi qui).

E ancora, il 17 dicembre dello stesso anno, la malavita alzerà il tiro dando fuoco all’area ecologica gestita dalla 'Tecneco'. In quella occasione D’Arienzo lanciò l’ennesimo grido d’allarme: “La verità è che la mafia esiste, è ancora forte ed è ben radicata nel territorio. Si alimenta dell’economia delle nostre imprese, delle nostre famiglie. Siamo in guerra e la Squadra Stato è una delle forze in campo. Il resto spetta a noi cittadini perbene, a noi persone oneste. Se continuiamo a restare a guardare, se continuiamo ad indignarci senza reagire, questo cancro prima o poi ci divorerà e non ci sarà alcuna speranza per la nostra terra, per il nostro futuro, per i nostri figli".

Analogo episodio, questa volta con conseguenze più devastanti, si ripeterà nel febbraio 2021: "Non ci fate paura, non otterrete nulla. Sarà la terza volta in due anni. Nella notte del 7 luglio 2020 una bomba carta esploderà a ridosso di un marciapiede di Vico Palestro, nei pressi della sede di una scuola guida.

Rignanese e D'Arienzo non sono gli unici amministratori locali sotto tiro. Anche il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Michele Fusilli, è finito nel mirino dei delinquenti la notte del 31 dicembre 2020: troverà due pneumatici della sua auto squarciati e una bottiglia contenente liquido infiammabile con un accendino sul parabrezza.

Nella notte del 6 dicembre scorso ignoti hanno fatto esplodere un ordigno rudimentale in danno della farmacia 'Simone' di via Manfredi, al civico 115. Fortissima la deflagrazione, Ingenti i danni causati all'esercizio, stimati in oltre 50mila euro. Il 10 settembre, sempre dell’anno scorso, una bottiglietta di benzina e dei proiettili verranno trovati sull'auto del sindacoe presidente di Avviso Pubblico, parcheggiata all'ingresso della sede comunale, con un biglietto: "Sotto la casa di tutti voi”.

Eletto con 4383 consensi, pari al 61,64% dei votanti, per il sindaco della rinascita dopo il periodo buio dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, sono stati anni intensi, caratterizzati dal conseguimento di importanti obiettivi e risultati, ma anche da gravissimi episodi che hanno riguardato la sua persona e la collettività. Ancor prima del successo elettorale dell’11 giugno 2017 e del suo insediamento, il 30 maggio dello stesso anno, davanti a centinaia di cittadini intervenuti ad un incontro pubblico organizzato dalla lista ‘CambiaMonte’, D’Arienzo era stato chiaro: “Non sarò il sindaco dei criminali, la mia lista non vuole i loro voti!”.

D’altronde, sin dalle prime battute del suo mandato, era emerso il suo profilo antimafia, che gli è valsa la nomina di coordinatore regionale di Avviso Pubblico avvenuta il 10 ottobre 2019 e il 18 settembre 2018, il conferimento del prestigioso premio Livatino, per le sue battaglia in trincea.

"Per il coraggio e la dedizione che mette nelle attività di contrasto alla criminalità organizzata nel suo territorio”, questa invece la motivazione scelta dal festival nazionale della legalità, alla consegna del premio Legalitria per il primo cittadino della città dei due siti Unesco e coordinatore per la Puglia dell’associazione Avviso Pubblico, avvenuta nel novembre scorso

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