Martedì, 23 Luglio 2024
MAFIA GARGANICA / Monte Sant'Angelo

Mafia garganica: comandano sempre i Li Bergolis, il potere di Raduano a Vieste

Il punto sulla criminalità organizzata nel Promontorio garganico nella relazione della Dia al Parlamento, relativa al primo semestre del 2023

E’ il Gargano l’area del Foggiano in cui scorre più sangue, per via di una feroce guerra di mafia che coinvolge diversi comuni, da Vieste a Monte Sant’Angelo, dalla costa all’entroterra.

Si parla genericamente di “mafia garganica”, ma al suo interno possono essere distinte due diverse area d’azione: quella montuosa, che comprende i comuni del promontorio (San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Nicandro Garganico, Cagnano Varano, Rignano Garganico) e quella costiera, che comprende tutti i comuni rivieraschi (principalmente Vieste, Mattinata e Manfredonia).

Ad analizzarne dinamiche ed evoluzione, sono gli investigatori della Dia, nella relazione al Parlamento relativa al 1° semestre del 2023, presentata questa mattina a Roma: “Nell’area montuosa è egemone il gruppo dei Montanari e i gruppi criminali allo stesso collegati. Il termine viene utilizzato per identificare il gruppo mafioso facente capo al clan dei Li Bergolis, che nel tempo è divenuto il sodalizio più influente nella macro-area garganica, confermandosi un punto di riferimento anche per gli altri gruppi attivi nell’area garganica, ovvero il clan dei Lombardi (intesi “Lombardoni”) di Monte Sant’Angelo,  con componenti familiari stanziate anche a Manfredonia; il clan dei Frattaruolo, per decenni è stato il referente dei Montanari nell’area di Vieste; il clan dei Prencipe, originario di San Giovanni Rotondo”.

In chiave extraregionale, le risultanze investigative hanno evidenziato una sinergia tra il clan Li Bergolis e la cosca calabrese Pesce-Bellocco di Rosarno (RC). Altra formazione criminale dell’area montuosa è quella riconducibile al clan dei Tarantino, di San Nicandro Garganico. Si tratta di una struttura a composizione prettamente di tipo familistico, attiva anche nei comuni di Apricena e Cagnano Varano al confine tra il promontorio garganico e l’Alto tavoliere.

“Opera principalmente nel settore degli stupefacenti e delle rapine. Sebbene reduce da una decennale contrapposizione armata con la famiglia dei Ciavarrella, la crescita di nuove leve interne alla famiglia, l’asse sinergico con i Montanari di Monte Sant’Angelo e la collaborazione emersa con la cosca Pesce-Bellocco di Rosarno per il traffico di stupefacenti, ne attestano la perdurante operatività”.

Si registra altresì uno specifico interesse nei settori della zootecnia e agroalimentare finalizzato all’intercettazione di fondi pubblici. “Nell’area costiera del Gargano opera una nuova formazione criminale, il clan Lombardi-La Torre di Manfredonia/ Mattinata, la cui denominazione scaturisce dalle indagini condotte dai Carabinieri del ROS nella recente operazione 'Omnia Nostra' del dicembre 2021. Le risultanze investigative hanno consentito di acclarare come tale formazione mafiosa sia subentrata nel controllo egemonico di quel territorio, a seguito dell’omicidio degli elementi di vertice del clan Ricucci-Romito-Lombardi”, precisano.

Il gruppo è influente anche nella zona di Vieste grazie alla sinergia con il clan Raduano. Nel resto del promontorio, in particolare tra San Marco in Lamis e Apricena, il clan può contare su varie alleanze, soprattutto con la batteri foggiana Moretti-Pellegrino-Lanza, con la quale ha realizzato una delle più solide saldature criminali.

Il clan è dedito al traffico di sostanze stupefacenti, alle estorsioni, al riciclaggio e al reimpiego di denaro di provenienza illecita in attività commerciali nonché alle rapine ai portavalori, ambito quest’ultimo che lo ha portato più volte ad interagire con la criminalità del Basso Tavoliere e, in particolar modo, con quella cerignolana.

A San Marco in Lamis e a Rignano Garganico, "pur non emergendo, infatti, nuovi e concreti elementi informativi a supporto dell’appartenenza e/o della contiguità alla criminalità organizzata di tipo mafioso della provincia rispetto alle vicende, risalenti ai primi anni 2000, documentati dall’operazione Free Valley", diversi provvedimenti interdittivi adottati dal Prefetto di Foggia, consentirebbero di associare i gruppi del territorio ancora ai contesti criminali locali e al pericolo di condizionamento che gli stessi possono esercitare sul tessuto socio economico del territorio. 

In chiave extraregionale opera con alcune cosche calabresi. Alta è la capacità di infiltrare il tessuto socio-economico del territorio, soprattutto nei settori dell’allevamento, della pesca, del mercato ittico, della ristorazione e della balneazione. Il percorso di collaborazione intrapreso da alcuni suoi luogotenenti mette, tuttavia, in discussione non solo l’operatività del clan ma soprattutto la sua sopravvivenza. L’8 febbraio 2023 la Corte d’Assise d’Appello ha condannato per omicidio un esponente di vertice del clan Lombardi - La Torre alla pena dell’ergastolo.

A Vieste sarebbe attivo il clan Raduano il cui capo (oggi collaboratore di giustizia) è ritenuto uno degli attori principali del contesto mafioso della macro area del Gargano e della provincia di Foggia, come dimostra il suo coinvolgimento in diversi processi giudiziari.

Lo stesso, grazie alle sue capacità di intessere nuove sinergie ed alleanze con i clan dell’area garganica (i Romito), della società foggiana (batteria Moretti-Pellegrino-Lanza)e della malavita cerignolana, ha contribuito alla formazione di una delle compagini tra le più violente del panorama criminale foggiano.

Il capo del clan, evaso clamorosamente dal carcere di Badu e Carros (NU) il 24 febbraio 2023, il 1° febbraio 2024, è stato nuovamente arrestato in Spagna dai carabinieri coadiuvati dalla polizia francese unitamente al suo luogotenente, anch’egli evaso dagli arresti domiciliari nella provincia di Campobasso.

Nell’area Vieste-Mattinata, roccaforte dei clan Romito e Raduano, nel semestre in esame si sono registrati due danneggiamenti nei confronti di familiari (a Mattinata, il 21 marzo 2023, incendio dell’abitazione rurale del padre di un esponente di rango del clan Romito; a Vieste, il 9 maggio 2023, incendio dell’auto  dello zio di un boss legato ai clan Raduano e Romito)  di esponenti di quei sodalizi mafiosi.

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