La mafia "primitiva" foggiana di nuovo sul 'The Guardian'. Vaccaro: "Cadaveri in pasto ai maiali per non lasciare traccia"

Lo storico quotidiano britannico torna a parlare della mafia foggiana, dopo la maxi-operazione antimafia ‘Decimabis’ dello scorso lunedì. "Gli investigatori italiani sempre più preoccupati per la forza di questa organizzazione”

Immagine di repertorio

‘The Guardian’, lo storico quotidiano britannico, torna a parlare della mafia foggiana. Lo aveva fatto solo pochi mesi fa, definendo il fenomeno mafioso locale ‘emergente’. Ci torna nuovamente oggi, dopo la maxi-operazione antimafia ‘Decimabis’ dello scorso lunedì.

Tanti, infatti, gli elementi emersi nell’ordinanza dei 40 arresti operati in città, che lasciano intendere agli inquirenti i progetti di espansione e di affermazione - sui territorio, nell’imprenditoria, nella fama criminale - dell’organizzazione mafiosa dauna, pronta al 'salto di qualità': da mafia di città a mafia di Capitanata.

Nell’articolo a firma dell’inviato Lorenzo Tondo, si parla delle “incursioni all'alba” e degli elicotteri che hanno svegliato la città, portando all'arresto di circa 40 presunti membri di un'organizzazione criminale definita dalle autorità italiane (il riferimento è alle parole del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho) il "nemico pubblico numero uno dello Stato".

Tra gli indagati del blitz, figurano i nomi dei capi clan Federico Trisciuoglio e Pasquale Moretti, “accusati di associazione mafiosa, usura ed estorsione nei confronti di imprenditori e negozianti, comprese i gestori di pompe funebri”. Gli investigatori italiani, spiega ai lettori d’Oltremanica il corrispondente, sono “sempre più preoccupati per la forza dell'organizzazione foggiana”.

Qui, dove la ‘Società’ ha corrotto anche un dipendente comunale dell’ufficio decessi per gestire meglio il racket del ‘caro estinto’, l’affare estorsioni continua a raprpesentare il business principale del gruppo. Ma anche l'attività di usura è diventata sempre più pressante, soprattutto in seguito alle difficoltà economiche patite dagli imprenditori in seguito alla crisi derivante dall’emergenza sanitaria da Coronavirus.

“I mafiosi hanno offerto prestiti con tassi di interesse superiori al 400%”, denuncia sulle colonne del The Guardian Ludovico Vaccaro, procuratore capo di Foggia. "La mafia foggiana è relativamente giovane", ha sottolineato ancora Vaccaro. “I clan sono radicati in questo territorio da almeno 30 anni. Non possiamo paragonarli a Cosa Nostra e 'Ndrangheta, ma quella foggiana è una mafia caratterizzata da un alto grado di aggressività e violenza. È una mafia primitiva, quella dà i cadaveri in pasto ai maiali per non lasciare traccia".

Il corrispondente disegna quindi l’organigramma delle mafie operanti nel territorio di Capitanata, dal Gargano al basso Tavoliere, soffermandosi infine sulle ‘batterie’ della Società foggiana, sottolineando di ognuna il campo di azione: estorsioni, droga, rapine e assalti ai blindati, solo per citarne alcuni. "L'operazione Decimabis - conclude quindi Vaccaro - è importante perché ci permette di inviare un messaggio agli imprenditori oppressi da questi mafiosi. Questa operazione deve aiutare loro a trovare il coraggio di ribellarsi e collaborare con le autorità. Solo così potremo finalmente sbarazzarci di una mafia che sta impoverendo il nostro territorio”.

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