La mafia a Foggia: i Sinesi-Francavilla in difficoltà, violente ripercussioni da scontro tra clan

Prosegue lo scontro tra i Sinesi-Francavilla e i Moretti-Pellegrino-Lanza, clan che ha stretti legami con la consorteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese e può godere di appoggi sul Gargano e a San Severo

Sul luogo dell'omicidio Sponsillo

La città di Foggia continua ad essere segnata dalla contrapposizione tra le batterie mafiose dei Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza. E’ quanto emerge dalla relazione del primo semestre del 2017 a firma della Direzione Investigativa Antimafia

"Le conseguenze, legate al violento scontro tra le due consorterie - che non ha risparmiato anche elementi apicali e storici della mafia foggiana - non solo hanno avuto effetti interni alla città di Foggia ma potrebbero avere ripercussioni, anche violente, sullo scenario dell’intera provincia. Il rischio che i contrasti tra le consorterie foggiane possano in qualche modo ripercuotersi sul resto della provincia - dove le stesse contano appoggi e sinergie storiche con i differenti sodalizi autoctoni - è un corollario più che potenziale da tenere in considerazione nello sviluppo delle dinamiche criminali della Capitanata.

Tale precarietà, che condiziona gli assetti strutturali, si manifesta nell’incapacità di fronteggiare le criticità conseguenti alla detenzione carceraria dei sodali, ai continui interventi preventivi e repressivi da parte della Magistratura e delle Forze di Polizia e alle sovrapposizioni dei clan nella gestione degli affari illeciti sul territorio, dovute all’assenza di un organo condiviso tra le consorterie mafiose foggiane già federate nella Società.

La mafia sul Gargano

Per quanto attiene alle dinamiche interne ai clan, il gruppo Sinesi-Francavilla starebbero attraversando un momento di estrema difficoltà: fortemente indebolito e sostanzialmente impossibilitato ad agire per la detenzione dei suoi vertici, sembra risentire anche della progressiva mancanza di appoggio da parte dei sodalizi alleati. Anche per tali ragioni l’equilibrio del clan appare messo in discussione ed esposto a riassetti radicali, tali da determinare ripetuti e ciclici contrasti. Nel mese di gennaio proprio una donna di riferimento del clan è stata destinataria, assieme ad altri cinque soggetti, di un’ordinanza di custodia cautelare per furto e ricettazione: al gruppo sono contestati diversi furti perpetrati in città, tra il 2011 e il 2015, in danno di numerosi esercizi commerciali.

La mafia a San Severo e Cerignola

E’ in questo contesto fluido ed allo stesso tempo instabile che l’altro clan tende ad affermarsi sul territorio anche con manifestazioni violente. Una forza operativa che gli deriverebbe dai collegamenti, sempre più stretti, con la consorteria Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese e dalla capacità dei referenti del sodalizio di interagire non solo con molti gruppi di San Severo e del Gargano, ma anche calabresi e campani. Sotto il profilo dell’azione di contrasto, rileva l’operazione “Brothers” del mese di maggio, a seguito della quale l’Arma dei Carabinieri ha proceduto all’arresto386 di due foggiani (risultati collegati ad esponenti di vertice del clan Moretti-Pellegrino-Lanza) ritenuti responsabili, in concorso, di rapina.

In questo scenario complesso non sono mancati, anche nel semestre, degli omicidi eclatanti, come quello di un incensurato, vittima, nel mese di giugno, di un agguato in pieno stile mafioso. L’uomo, apparentemente estraneo a contesti di criminalità organizzata, è stato sorpreso dai sicari nei pressi di un cantiere edile dove era impiegato come guardiano. Sul piano generale, la criminalità foggiana, oltre a prediligere il racket delle estorsioni con particolare riguardo - come sopra evidenziato - al settore edile, continua ad essere attiva nelle rapine e ad investire negli stupefacenti, contesto in cui interagisce anche con altre realtà criminali della provincia (sanseverese, garganica e cerignolana)".

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