“Lo Stato c’è agisce per la Legalità”: così il Comune di Monte viene sciolto per Mafia

Ivan Scalfarotto: "Ulteriore testimonianza dell'attenzione intransigente con cui il Governo segue le vicende della Capitanata". Patrizia Lusi: "Comunità esce sicuramente provata da quanto accaduto ma anche rafforzata"

Monte Sant'Angelo

La notizia dello scioglimento del Consiglio comunale di Monte Sant’Angelo per presunte infiltrazioni mafiose, deliberato nella tarda mattinata di ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta di Alfano, ha suscitato preoccupazione in città e anche tra gli esponenti politici. Apparentemente piombata come un fulmine a ciel sereno – e nonostante le rassicurazioni del sindaco Antonio Di Iasio alla stampa (“In questi tre anni non siamo stati condizionati da nessuno” -  circa dieci mesi fa a preannunciare quanto accaduto ieri, erano stati, il Laboratorio Urbano per la Legalità 'Rita Atria' e Legambiente. Il primo cittadino, in quella occasione, aveva scritto una lettera alla città per chiarire la sua posizione e quella del Consiglio comunale.

Queste le dichiarazioni del sottosegretario alle Riforme, Ivan Scalfarotto: “Lo scioglimento del Comune di Monte Sant’Angelo per infiltrazioni mafiose è un’ulteriore testimonianza dell’attenzione intransigente con cui il Governo segue le vicende della Capitanata, specialmente dal punto di vista della difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. L’atto adottato dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro degli Interni Alfano è il primo del genere nella nostra provincia, e deve essere di incoraggiamento ai cittadini onesti e a quegli amministratori che in circostanze difficili hanno lavorato per il bene della città di Monte Sant’Angelo, così ricca di bellezza e di storia, ma purtroppo funestata da una forte presenza della micidiale mafia garganica. L’opinione pubblica della Capitanata e la parte migliore della nostra politica devono sentirsi grate alle forze dell’ordine, alla magistratura, al Prefetto, che non risparmiano sforzi ed impegno per rafforzare nel nostro territorio la cultura del rispetto delle leggi e dell’argine ai poteri criminali.. Merita particolare apprezzamento il lavoro dei prefetti Maria Latella e Maria Tirone, che hanno coordinato la complessa istruttoria che ha preceduto l’atto. Nel rispetto di eventuali e legittimi ricorsi in sede giurisdizionale, è motivo di soddisfazione poter constatare che lo Stato c’è ed agisce con determinazione per difendere la legalità, senza alcuno spazio per distrazioni o sottovalutazioni.”

Ecco invece le parole di Patrizia Lusi, componente della direzione provinciale PD: “"La notizia di scioglimento del Consiglio di Monte Sant'Angelo per presunta infiltrazione mafiosa desta grande preoccupazione. In attesa di leggere la relazione per comprendere le reali motivazioni e fiduciosi nel lavoro della magistratura, va detto che un'intera comunità esce sicuramente provata da quanto accaduto ma anche rafforzata. Al tempo stesso va apprezzato il buon lavoro svolto non solo dai prefetti Latella e Tirone ma anche da amministratori, dirigenti e militanti Partito Democratico come Vergura, Rignanese e tanti altri. Da loro, da tutto il PD di Monte estraneo alla vicenda e da tanti cittadini perbene si può ripartire per tutelare una città, la sua storia e il suo patrimonio culturale”

Sulla vicenda si è espresso anche Felice Piemontese, senatore accademico dell’Università degli Studi di Foggia: “La notizia odierna relativa alla decisione del Consiglio dei Ministri di procedere allo scioglimento del Consiglio Comunale di Monte Sant'Angelo per infiltrazioni della criminalità organizzata dovrà essere il vero motore per voltare pagina una volta per tutte. Da anni Monte ha avuto una sua "primavera della legalità" grazie a tutti quei cittadini onesti che credono veramente nei valori della legalità, della trasparenza e del fine esclusivamente collettivo e non personale dell'attività amministrativa. Dai tanti percorsi già iniziati adesso bisogna solo andare avanti, senza voltarsi indietro e lasciando alla magistratura ed alle forze dell'ordine il compito di procedere in merito: nessuno deve ergersi a giudice di questo o di quell'amministratore. I successivi decreti dichiarativi dell'eventuale incandidabilità di alcuni soggetti saranno un ulteriore aiuto di quello Stato, oggi presente più che mai, che adesso mette tutti nelle condizioni di scegliere, senza possibilità di dubbi, da che parte stare. La partita di calcio tra Stato e antistato inizia ora e questa volta non sono ammessi errori: Monte appartiene a tutti e tutti abbiamo il dovere di riconsegnarle il prestigio, l'onore e la dignità che questa brutta giornata ha tentato di scalfire. Adesso, si pensi al futuro e si passi alla fase finale della primavera della legalità."

“Desidero rivolgere un pensiero di solidarietà e partecipazione nei confronti della popolazione di Monte Sant’Angelo. I cittadini sappiano che questa tragica ‘prima volta’ non coinvolge solo il territorio del loro Comune, ma ciascuna delle comunità della Provincia di Capitanata. Non è il momento delle accuse, anche se tutti vorremmo capire e
conoscere fino in fondo cosa ha spinto lo Stato a prendere un provvedimento così grave. In questo momento, l’unica cosa da fare è restare accanto alla gente di Monte Sant’Angelo e dell’intero Gargano. Sarebbe ancora più grave lasciare i cittadini nella solitudine, soprattutto in questa fase densa di domande ma priva del tutto di risposte. Infine desidero richiamare tutti, in primis le forze politiche, a comportamenti scevri da vittimismo o peggio ancora animate da sciacallaggio. Il nostro territorio, ne sono certo, non merita ulteriore sofferenza”, il commento del Presidente della provincia di Foggia Francesco Miglio.

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