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Lunedì, 26 Settembre 2022
Cronaca Cerignola

La mafia di Cerignola domina il basso Tavoliere: gli affari prima dei legami di sangue, prevale il 'professionismo' criminale

La fotografia emerge dalla Relazione Dia relativa al secondo semestre del 2020. Il gotha della mafia cerignolana è riuscito ad espandersi progressivamente “occupando” aree delle province di Foggia e di Bat. Tra le 'specialità', i traffici illeciti di armi e stupefacenti, e le rapine a tir e mezzi pesanti

Nel basso Tavoliere il ruolo dominante e indiscusso del controllo del territorio spetta sicuramente alla mafia cerignolana che grazie a un modus operandi sempre più complesso e sofisticato si sarebbe infiltrata in modo subdolo nei più importanti segmenti economico-finanziari.

La capacità criminale di sapersi rigenerare in modo strutturale unita alla efferata capacità di controllo dell’eterogeneo tessuto criminale, verosimilmente dovute alla presenza di un organo decisionale condiviso, le avrebbero consentito di affermarsi nello scenario criminale della provincia di Foggia al punto da fungere da anello di congiunzione in molte delle attività illecite tra diversi fenomeni criminali: mafia garganica, società foggiana, criminalità andriese, bitontina e barese.

Il gotha della mafia cerignolana - i cui più alti rappresentanti si individuano nei vertici del clan Piarulli - è riuscito ad espandersi progressivamente “occupando” aree delle province di Foggia e di Bari-Andria-Trani attraverso l’infiltrazione nel tessuto economico di quei territori anche con attività di riciclaggio. Non a caso si parla di mafia degli affari risultando la criminalità cerignolana sempre meno legata a una struttura rigida basata su vincoli di familiarità (aspetto peculiare della mafia foggiana e garganica) e più proiettata al raggiungimento di obiettivi a medio-lungo termine.

Le diversificate attività criminali vanno dai traffici illeciti di armi e stupefacenti ai reati di natura predatoria (rapine ai tir, furti di autovetture e mezzi pesanti) per il compimento dei quali si assiste a una commistione tra criminalità comune e quella organizzata che renderebbe di fatto difficile la differenziazione tra i due fenomeni. Tra le attività condotte con forme di pendolarismo quella degli assalti ai portavalori dà conto del pragmatismo della criminalità cerignolana che ha acquisito un valore aggiunto in termini sia finanziari, sia di carisma delinquenziale con ripercussioni nelle relazioni con le altre organizzazioni.

Sotto l’aspetto delle dinamiche interne si registrerebbe una crescente risalita negli equilibri generali del clan Di Tommaso la cui operatività è legata alla consumazione di reati predatori. In chiave evolutiva, però, alcune criticità potrebbero derivare dallo scollamento che una struttura criminale così complessa potrebbe registrare tra i propri vertici e una base - formata da una criminalità comune funzionale a quella organizzata - pronta a scalare le gerarchie.

In quest’ottica deve essere letto l’omicidio di un pregiudicato consumato con modalità mafiose a Cerignola il 31 luglio 2020. L’intera area dei cinque reali siti pur risentendo in modo significativo dell’influenza della criminalità cerignolana annovera realtà come quella di Orta Nova con un tessuto criminale forte e caratterizzato dall’egemonia del gruppo Gaeta che allo stato coesisterebbe con figure trasversali capaci di ben interagire anche con la mafia foggiana. Alla luce delle contingenti circostanze in cui versa la società foggiana, in particolare la batteria mafiosa Moretti-Pellegrino-Lanza, un ruolo strategico nei macro-equilibri della provincia, tuttavia, potrebbe rivestirlo proprio il gruppo Gaeta scalando le gerarchie e assumendo posizioni più rilevanti.

La sinergia criminale nell’area si manifesta nella commissione di reati specie concernenti gli stupefacenti e le armi ma anche ricettazione e riciclaggio di autovetture, furti/rapine e assalti ai bancomat e ai portavalori ambito quest’ultimo in cui la criminalità di Orta Nova si è ritagliata un ruolo importante. È del 3 luglio 2020 l’operazione164 dei Carabinieri di Pesaro Urbino che ha permesso di ricostruire le specifiche responsabilità di due pregiudicati di Orta Nova nell’assalto al bancomat avvenuto nel settembre 2019 a Gradara (PU) nel corso del quale fu asportata una cassaforte contenente 34 mila euro in contanti. I risultati investigativi conseguiti permettevano di documentare, inoltre, un’avanzata progettualità per la commissione di altri reati dello stesso genere.

A Stornara le dinamiche criminali risultano legate in parte alla famiglia malavitosa Masciavè ma soprattutto all’influenza della criminalità cerignolana che quel territorio può utilizzarlo come base logistica per le proprie operazioni predatorie. Proprio a tal proposito emerge come nell’intera provincia la criminalità comune ben conviva con quella organizzata in particolare proprio con la malavita cerignolana e quella della BAT manifestandosi principalmente in reati di natura predatoria.

Sotto questo profilo, le indagini che si sono susseguite nel tempo e i risultati di analisi confermano un rapporto osmotico che si sviluppa secondo direttrici ben definite e dalla cui sintesi e funzionalità si ottiene una manifestazione criminale eterogenea e pertanto univoca nel panorama degli assetti delinquenziali. Furti e rapine sono tra le attività illecite maggiormente perseguite da molti clan che favoriscono la crescita criminale delle giovani leve talvolta minorenni e il reperimento immediato di canali di liquidità. L’esame globale del fenomeno mafioso nella provincia di Foggia conferma quale attività dell’illecito privilegiata dalle consorterie oltre al traffico delle sostanze stupefacenti anche il racket delle estorsioni.

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