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Imprenditori foggiani si ribellano alla mafia agricola. D'Auria: "Possono ferirci ma non ci ammazzano"

Si è svolta questo pomeriggio la manifestazione a sostegno di Lazzaro D'Auria presso la sua azienda in agro di San Severo

Lazzaro D'Auria, l'imprenditore campano che sta pagando un prezzo altissimo per essersi ribellato alle richieste estorsive della 'Quarta Mafia', non è solo. Questo pomeriggio sulla Strada Statale 16, in agro di San Severo, presso l'Apod, l'associazione antiracket Fai 'Luigi e Aurelio Luciani', Libera e la Fondazione Buon Samaritano, insieme al prefetto Carmine Esposito - che a breve lascerà Foggia - ai vertici delle forze dell'ordine tutti, alle vittime del racket delle estorsioni, ai parenti delle vittime di mafia e ai rappresentati sul territorio della rete delle associani che contrastano ogni forma di criminalità, hanno partecipato alla manifestazione organizzata a sostegno dell'imprenditore che pochi giorni fa è rimasto vittima di due attentati incendiari nel giro di pochissime ore. "Sassi che ci cadono addosso si possono ferire ma non ci ammazzano, continueremo a combattere la mafia agricola foggiana".

Al suo fianco c'era anche Tano Grasso: "Da molti anni le campagne foggiane per le organizzazioni mafiose rappresenta fonte di ricchezza clamorosa, enorme. Adesso si percepisce questa esistenza perché ci sono degli operatori agricoli che si rifiutano di pagare, che denunciano e si oppongono". A Foggiatoday il presidente dell'associazione fai Antiracket di Foggia, Alessandro Zito, fa sapere che "ci sono novità importanti" e "nuovi associati che stanno entrando"

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