Scontro sulle luminarie natalizie: spunta il manifesto che divide i commercianti

"Questa attività commerciale ha contribuito con la sua quota per l'illuminazione natalizia". La risposta: "Certificazione della discriminazione"

Il manifesto della discordia

Si avvicina il Natale ed anche Foggia si veste a festa. In città si stanno montando le prime luminarie e dal Comune fanno sapere che quest'anno non si sconteranno più i ritardi del 2011, quando problemi tecnici fecero slittare l'accensione al 20 dicembre. L'assessore Pippo Cavaliere che si è occupato della questione garantisce: "abbiamo impegnato una somma di circa 40mila euro. La società Eracom ha dato l'ok per l'accensione già dall'8 dicembre".

Dunque, come tradizione vuole, il giorno dell'Immacolata Foggia risplenderà di luce natalizia, fino al 6 gennaio 2013. Ma proprio sotto l'albero spunta una nuova querelle. Non tutti i commercianti chiamati a raccolta da Confcommercio per metter su un allestimento natalizio degno di una città capoluogo hanno risposto all'appello. E la cosa ha fatto imbufalire non poco quegli esercenti che, invece, di buon grado, il loro contributo lo hanno dato.

Al punto tale che hanno affisso sulle rispettive vetrine un cartello che recita così: “Questa attività commerciale ha contribuito con la sua quota per l’illuminazione natalizia”. L’idea è venuta al signor Michele, titolare di un negozio di abbigliamento in Piazza Giordano, il più agguerrito di tutti: “Non si tratta di voler discriminare o di ostentare chissà che. Speriamo, al contrario, che questo possa sensibilizzare quanti si sono tirati indietro perché col loro contributo avremmo potuto certamente fare di più per la città con un minor costo. La crisi la sentiamo tutti”.

Michele ha pagato 150 euro, “ma la nostra quota parte sarebbe stata di certo inferiore se solo tutti ci fossimo messi in gioco. Qui ci sono negozi anche di un certo livello che non hanno inteso contribuire al Natale della città. Noi, di gran  lunga più piccoli, ce ne siamo fatti carico”.

A sentire i commercianti che non hanno aderito, invece, all’iniziativa di Confcommercio, la crisi sta facendo pagare loro un prezzo troppo alto per poter tirar fuori anche un solo centesimo. Anche se c’è chi non vi ha aderito in segno di protesta: “Dalle nostre parti non si organizza mai nulla – lamenta la signora Anna, titolare di una gioielleria in corso Matteotti - non capisco perché debba pagare”.

Confcommercio dal canto suo dichiara che quest’anno si è cercato di coprire quasi tutte le zone più importanti della città: da Piazza Umberto Giordano a Piazza Cesare Battisti, da viale XXIV maggio a Corso Giannone. 92 le iniziative che compongono il cartellone “Aria di Natale 2012” organizzato in collaborazione col Comune di Foggia.

“Da parte dei commercianti c’è stato uno sforzo notevole” fa sapere Confcommercio che riconosce: “Abbiamo contattato circa 650 associati, al momento hanno risposto solo in 250 che, comunque, è una cifra importante che ci ha permesso di raccogliere 20mila euro da destinare al Natale, anche se bisognerà sostenere ulteriori accessorie per iniziative a latere”.

Presto quel cartello grossolano verrà rimosso dalle vetrine e sarà sostituito con una locandina, in corso di stampa, in cui si dichiara che quell’esercizio commerciale ha contribuito al Natale. 2012. Un’ostentazione che ai commercianti che non sono riusciti a dare il loro contributo proprio non va giù: “La certificazione della discriminazione” dichiara ancora la signora Anna. La querelle sotto l’albero, insomma, è servita.

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