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Giovedì, 30 Giugno 2022
Cronaca San Severo

"L'autismo è uno sparo". La battaglia di Luisa per il figlio Simone: "Noi immersi e sommersi dalla solitudine"

Giornata mondiale dell'autismo. La testimonianza al Gr1 di Luisa Sordillo, madre di Simone, il 21enne di San Severo affetto dal disturbo del neurosviluppo. "Se è vero che ogni situazione per essere compresa ha bisogno di essere vissuta, perché non dedicare una parte (anche piccola) di quella giornata ad una persona con autismo?"

Nella giornata mondiale dell’autismo, Luisa Sordillo, madre di tre ragazzi, tra cui Simone, affetto dal disturbo del neurosviluppo, è intervenuta a al Gr1 di mezzanotte di oggi 2 aprile, rimarcando le difficoltà di chi ogni giorno vive il problema della diversabilità e in particolare dell’autismo: “Siamo immersi e sommersi dalla solitudine”. Durante il suo intervento l’avvocato di San Severo – intervistata nel settembre 2021 su queste colonne – ha raccontato in breve la sua esperienza: “Mio figlio non ha amici, quelle poche persone che gli girano intorno vengono pagate. Ecco perché cerco di sensibilizzare, perché comunque un ragazzo di 20 anni aveva diritto a una vita diversa”. Toccanti le sue parole: “L’autismo è uno sparo, l’autismo scaraventa all’aria, colpisce con brutalità. Mio figlio è un libro bellissimo e io ho imparato a leggere con difficoltà all’inizio, perché anch’io sono stata schiacciata dal conformismo” ha precisato.

La madre del 21enne Simone il 25 marzo, sui social, aveva pubblicato un pensiero in vista della giornata mondiale dell’autismo: “Il 2 aprile di ogni anno è sempre la solita solfa: si parla di autismo, si fanno (covid permettendo) fiaccolate, si intervista qualcuno in tv, si organizzano conferenze e convegni cui solitamente partecipano solo genitori e operatori di settore, si trasmettono film. Tutte belle iniziative, che fanno rumore, che focalizzano l'attenzione. Ma poi ritorna il 3 e ci si accorge che nulla è cambiato. E dunque, mi sono detta, perché non lanciare un'iniziativa "diversa"? Se è vero che ogni situazione per essere compresa ha bisogno di essere vissuta, perché non dedicare una parte (anche piccola) di quella giornata ad una persona con autismo? Forza allora, chiunque conosca una famiglia "autistica" (in caso contrario è sufficiente andare in un centro o in un'associazione) si faccia avanti e si offra per trascorrere qualche ora con un amico nuovo, fare una passeggiata, andare in pizzeria, fare un gioco in casa, guardare un film insieme. Una qualunque attività vi venga in mente a seconda delle inclinazioni e delle possibilità di entrambi. Sono certa che un primo passo concreto possa essere decisamente più utile. E non solo per gli autistici. Troppo spesso non sono soli. Vengono lasciati soli”.

Luisa Sordillo è autrice del romanzo ‘Voce di sale’, la sua prima prova narrativa o, come ama definirla lei stessa, il volo pindarico della sua esperienza nell’universo dell’autismo, dove il ragazzo “speciale” diventa il figlio di molti di noi, portandoci agli occhi le fragilità di tanti ragazzi e delle loro famiglie.

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