La puzza rischia di invadere di nuovo Foggia e Lucera. Sos di Tutolo: "Vogliono riaprire la Bioecoagrim"

I sindaci della Capitanata e della Bat premono su Ager per la riapertura dell'impianto lucerino, chiuso dal 30 giugno all'8 settembre. No di Tutolo. Grandaliano alza le mani: Regione non c'entra

L’impianto non riaprirà. Parola di Antonio Tutolo. Il riferimento è a quello della BioEcoagrim che, come noto, da tre anni a questa parte, all’esito di una lunga battaglia del sindaco di Lucera, ogni 30 giugno -e fino all’8 settembre-, chiude battenti per preservare la comunità lucerina (e limitrofe) dalla piaga della “puzza”. In effetti, la situazione sotto il profilo odorigeno è di gran lunga migliorata: dalle estati pregne di miasmi, a Lucera ma anche a Foggia, si è passati ad un’aria più salubre, che rende le sere d’estate particolarmente piacevoli. Come natura vuole.

Una “pace” che rischia però di essere compromessa dalle richieste pressanti che giungono ad Ager dai sindaci della Capitanata e della Bat. Essendo l’impianto lucerino l’unico in provincia a ritirare la frazione umida, la chiusura nei mesi estivi costringe gli enti a recarsi altrove, extrabacino, con – è evidente- un aggravio di costi. Da qui la richiesta ad Ager e al suo presidente, Gianfranco Grandaliano, di derogare a quella prescrizione, contenuta nell’Aia, con cui Tutolo vinse tra anni or sono la sua battaglia. E con lui i cittadini.

Un tavolo sul tema c’è già stato la scorsa settimana. Vi hanno partecipato Regione, comune di Lucera, Provincia di Foggia, proprietà della Maya (Bioecoagrim) e un sindaco in rappresentanza dei sindaci della provincia di Foggia. Domani ve ne è un secondo. Tutolo è sul piede di guerra: non si passa. La scorsa settimana così annunciava la sua posizione su Facebook: “Siccome in tutta la Regione ci sono problemi di conferimento della frazione umida, mi è stato chiesto se fosse stato possibile far aprire l'impianto di compostaggio che dal 30 giugno è chiuso al ricevimento di matrice fresca. HO NEGATO questa possibilità perché da quando è in vigore questa misura la situazione è di gran lunga migliorata e di ricominciare tutto da capo non ho alcuna voglia. Le estati invivibili, quando tutti i giorni l'aria diventava irrespirabile, sono ormai passate. Ciò è stato possibile grazie al lavoro e all'impegno quotidiano nel pretendere il sacrosanto diritto di una comunità a respirare. Intanto l'azienda ha presentato il progetto del nuovo impianto anaerobico che risolverà definitivamente il problema è il 3 Agosto si terrà la Prima Conferenza dei servizi”.

La Bioecoagrimm sta lavorando al nuovo impianto. Nel frattempo, però, d’estate si chiude. L’azienda continua a lavorare la frazione umida che ha ricevuto fino al 30 giugno, ma non ne accoglie altra, per intenderci. Questa “quadra” oggi la si vorrebbe stravolgere.

“Non capisco perché, per sollevare i miei colleghi sindaci dal problema dell’aggravio dei costi, debba sobbarcarmi io un danno. E, con me, i miei concittadini” tuona, a giusta ragione, Tutolo, che domani, a Bari, tornerà a ribadire il suo niet. “E’ un problema di programmazione regionale. Non è una emergenza. Ormai questa situazione deficitaria da un punto di vista dell’impiantistica è strutturale. La regione farebbe bene a lavorare su questo fronte e non a chiedere ad una piccola comunità un sacrificio che per troppi anni abbiamo sopportato”:

Per ricondurre Tutolo a più miti consigli, dal pacchetto dei Comuni sarebbero stati scorporati quelli della Bat. Resterebbero, dunque, solo quelli della provincia di Foggia, incontro ai quali si chiede a Tutolo di andare. “Non c’entra niente Ager, è una richiesta dei suoi colleghi sindaci foggiani quella di andare in deroga alla prescrizione” alza le mani Gianfranco Grandaliano. “E poi – aggiunge- si tratterebbe solo di 400 tonnellate a settimana, che, di fronte alla capienza dell’impianto, diventano una inezia e non comporterebbero alcun tipo di problema”. Quindi, Ager, prova a rassicurare: “E’ ovvio che, ove si dovesse ripresentare il problema odorigeno, saremmo pronti a chiudere nuovamente battenti”.

Una deroga che neanche la Provincia di Foggia, col dirigente Stefano Biscotti, sarebbe disponibile a concedere. “Io da sindaco pago di più per portare i miei rifiuti a Taranto, perché Deliceto ha problemi. Anche io sopporto una maggiorazione dei costi a causa della politica deficitaria della Regione” rincara Tutolo, “come lo faccio io, mi spiace, lo facciano i miei colleghi sindaci. Posso comprenderli ma non posso aiutarli”.

Insomma, si prevede un braccio di ferro in quel di Bari. Grandaliano “prende atto” della posizione di Lucera ma precisa che la decisione dovrà essere collegiale. Tutolo potrebbe ritrovarsi in minoranza. E Bioecoagrim essere costretto a riaprire i battenti. A meno che la posizione del sindaco di Lucera non trovi forza. Con l’appoggio del Comune di Foggia, ad esempio, sempre rimasto silente sul punto, nonostante l’aria irrespirabile sia un problema anche della città capoluogo.

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