Cronaca

Lo sfogo di Luca Vigilante, il manager della sanità sotto scorta: "Come si fanno a dire certe cose"

L'intervento di Luca Vigliante, Ad di Universo Salute, davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere

Anche Luca Vigilante, manager sotto scorta di Universo Salute oggetto di quattro attentati dinamitardi, è intervenuto ieri durante l'audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali. 

Evidentemente sconcertato, nell'occasione il manager della sanità foggiana - che ha posto l'accento sulla preoccupazione che persiste in città - ha riportato un passaggio dell'intervista che un candidato sindaco civico (nrd Giuseppe Mainiero), avrebbe rilasciato sabato mattina a un organo di carta stampata locale, al quale sarebbe stato chiesto anche un parere sul dibattito relativo alla penetrazione della mafia nel tessuto economico-imprenditoriale, tra il Procuratore Rossi e il direttore del quotidiano L'Attacco.

Secondo quanto ha riportato l'Ad, l'aspirante primo cittadino, avrebbe risposto così: 'Penso che la mafia foggiana non abbia la cifra imprenditoria di altre organizzazioni mafiose, che non sia insomma l'Ndrangheta calabrese. La Società non controlla allo stesso modo di altre mafie il nostro tessuto economico. Piuttosto le batterie sono dedite soprattutto alle attività tradizionali: estorsioni, usura, prostituzione e droga. Resto straconvinto che gli imprenditori di Foggia siano persone libere, tra di loro ci sono quelli che pagano il pizzo, ma non credo che le loro imprese siano controllate..."

Una risposta che non è piaciuta a Vigilante: "...come si fa a fare una dichiarazione del genere quando si sta candidando ad amministrare una città sciolta per mafia. Ci sono le vittime che piangono, ammazzate, attività morte e quant'altro. A Foggia persiste ancora, psicologicamente, la libertà di potersi svegliare la mattina e dire queste cose".

Dal punto di vista repressivo e della strategia, Foggia sarebbe una città privilegiata, "perché quello che è stato fatto dal punto di vista delle investigazioni e della sicurezza sono notevoli. Lo dimostra il fatto che tutti questi impianti strategici hanno portato a delle sentenze di secondo grado di mafia e mafia pesante" dice.

Il manager foggiano ha ripercorso alcuni momenti salienti dell'attività dell'azienda che dirige: "Nel 2022 per la prima volta un amministratore di un'azienda che opera nel sistema sanitario nazionale con 2mila lavoratori diretti, di cui circa 800 nel luogo più critico della città, cioè Candelaro, dopo aver ricevuto delle richieste estorsive e dopo aver visto delle cose che mai immaginavo, pur essendo figlio di questo territorio, senza mai pensarci due secondi ho spiegato alla mia famiglia che al di là dell'aspetto etico-morale, in maniera pragmatica e formale, noi che operiamo per conto del sistema sanitario nazionale, quindi prendiamo i soldi dalla committenza pubblica, se non avessimo denunciato e da qualche indagine fosse emersa una dazione economica, ma solamente per paura, saremmo stati interdetti. Quando io l'ho spiegato, tutti, insieme agli avvocati e agli amministratori, mi hanno detto che avevo fatto bene a farlo".

Secondo Vigilante, quindi, se ci fossero delle organizzazioni portatrici di interessi diffusi, che informassero e formassero gli operatori economici degli effetti e anche dei rischi che corrono solamente pagando per paura, qualcosa migliorerebbe. "Questo non può avvenire perché in una città colpita dal fenomeno mafioso, infiltrata al 100%, è chiaro che si tende a non alimentare quelle alleanze e quelle sinergie".

E ancora - ha aggiunto - "addirittura siamo in una città in cui ci siamo trovati con delle aziende, poi interdette per mafia, che non so per quale elemento, hanno provato a finanziare delle borse di studio in un'università con alla base delle promozioni di direttori-dipartimento di docenti. Ci sono aziende che sempre con le stesse caratteristiche critiche, hanno costituito associazioni di interessi diffusi senza che nessuno alzasse la mano. Questo accade a Foggia. Io giovedì ho esultato perché un imprenditore di San Severo ha denunciato i suoi estorsori e secondo me l'ha fatto perché a un certo punto, tutta questa azione che si sta portando avanti, sta funzionando. Le persone hanno già colto quello che è il cambiamento. Chi non lo sta facendo sono alcune istituzioni o para-istituzioni".

Vigilante ha riportato alcuni gravi episodi avvenuti all'interno dell'azienda che dirige, nel 2017, a pochi giorni dall'acquisizione: "Nella mia azienda gli operatori socio-sanitari e gli infermieri erano costretti a non lavorare, perché i familiari dei parenti fragilissimi e di rsa, nella situazione psicologica peggiore al mondo, erano costretti ad assumere in nero i badanti di quest'azienda che noi abbiamo rilevato successivamente, altrimenti non avrebbero ricevuto assistenza. Al nostro arrivo la prima azione che abbiamo fatto è stata quello di impedire l'ingresso a chi non fosse legittimato. Poi avevamo scoperto che in questo quartiere, non so per quale motivo, una serie di pregiudicati riuscivano ad ottenere la possibilità di ricoverarsi, però c'era una concentrazione in alcuni reparti, da cui si accedeva da un'altra porta in maniera informale e facevano delle riunioni".

Per il manager della sanità sotto scorta, "il cammino è ancora lungo e critico".

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