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La laguna di Lesina

La laguna di Lesina

Life+ Laguna di Lesina, progetto di recupero e sviluppo dei tesori naturalistici

Recuperare e sviluppare quaranta ettari di uno dei territori con il più alto tasso di biodiversità del Mediterraneo

Con l’obiettivo di recuperare e rendere fruibili più di 40 ettari dei territori del Mezzogiorno d’Italia con il più alto tasso di biodiversità, nei giorni scorsi il Parco Nazionale del Gargano, in partenariato con la Regione Puglia, il Comune di Lesina, Provincia di Foggia, il Consorzio di Bonifica del Gargano e il Centro Studi Naturalistici Onlus, ha presentato all’Unione Europea “Life+Laguna di Lesina”, il progetto dal valore di circa 4 milioni di euro e della durata di sei anni, che prevede tra le tante cose anche il coinvolgimento della popolazione locale attraverso azioni di animazione culturale, nonché di specifici programmi di educazione ambientale per i ragazzi che frequentano le scuole dell’obbligo.

“Le zone lagunari – spiega il Presidente del Parco Naz. del Gargano, Avv. Stefano Pecorella – meritano maggiore attenzione e rispetto; sono uno straordinario scrigno di tesori naturalistici. Se ben gestite, rappresentato in prospettiva una forte leva per lo sviluppo economico e sociale. I diversi ambienti, da Lesina a Manfredonia, pur se diversi tra loro, sono tutti straordinariamente integrabili tra loro. Il Parco, però non può farcela da solo c'è bisogno della volontà e dell'azione di tutti, dai cittadini ai comuni, dal volontariato alle imprese”

“A tal proposito – aggiunge Pecorella – il progetto ‘Life + Laguna di Lesina’, è un esempio di integrazione delle volontà positive e delle azioni di tutti coloro che vivono l'area delle lagune di Lesina. Ma oltre alla concorrenza delle volontà di tutti, questo progetto prevede attenti studi scientifici ed interventi di ricreazione di ambienti naturali persi o a rischio. In particolare, ad esempio, con la limitazione del traffico motorizzato sul Bosco Isola si otterrà una riduzione delle cause di disturbo alle specie (alterazione della composizione floristica e introduzione di specie alloctone, disturbo nelle fasi riproduttive delle specie faunistiche, bracconaggio, etc.) e del degrado degli habitat (erosione delle dune, costipamento del suolo, pericolo di incendio, etc.).

Il piano di gestione della fruizione – conclude il presidente - è inoltre fondamentale per la convivenza fra le attività turistico-ricreative e la conservazione di habitat e specie. Il risultato di tali studi sarà prezioso per definire in maniera dettagliata le aree e l’intensità di fruizione del territorio come compatibile e utile alla conservazione degli ambienti presenti”.

“Siamo fiduciosi - sostiene Vincenzo Rizzi, presidente del CSN Onlus - che la Commissione Europea accolga questa proposta che così come è stata formulata si inserisce nella scia dei progetti approvati nelle precedenti tornate in molti paesi europei dove più salda la consapevolezza dell’importanza di salvaguardare il patrimonio naturalistico. La forza di questo partenariato è proprio nel coinvolgimento diretto dell’Ente Parco che è l’Ente per eccellenza deputato alla tutela e valorizzazione del territorio garganico”.

 

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