Vicenda Amgas, pugno duro del presidente: “Ecco perché Iafelice è stato licenziato”

Pier Luca Fontana spiega nei dettagli i motivi che hanno determinato il licenziamento dell’ormai ex direttore generale dell’azienda di viale Manfredi, Pier Luca Fontana

I vertici di Amgas

Dopo Franco Landella, anche il presidente di Amgas fa chiarezza sulla vicenda che ha portato al licenziamento dell’ormai ex direttore generale, Marcello Iafelice. “Nell'esprime profondo rammarico per l'accaduto, ad oggi, mi vedo costretto a dipanare un bandolo della matassa che risulta non privo di nodi ed incomprensioni”.  Pier Luca Fontana “rinfresca così la memoria dei più 'distratti' in merito all'assoluta fondatezza dell'iter procedurale che ha portato al licenziamento dell'ingegner Marcello Iafelice.

Questi i fatti raccontati dal numero uno di Amgas: “Il direttore Marcello Iafelice si è visto notificare dalla Amgas S.p.A. due lettere di contestazione disciplinare, la prima del primo marzo 2016 e la seconda con lettera ricevuta dallo stesso ormai ex direttore generale in data 16 marzo dello stesso mese. Per entrambe è stata applicata la sospensione cautelare dal servizio. La prima contestazione aveva ad oggetto quattro episodi tutti incentrati in ordine all'illegittimo pagamento di sanzioni amministrative che la Società ritiene che non avrebbero dovuto essere addossate alla stessa Amgas SpA sia con riferimento alla sanzione principale, sia con riferimento alla sanzione conseguenziale per mancata comunicazione dei dati della persona che era alla guida. Tengo a precisare, sin da subito, che nel caso delle prime due contestazioni, quelle elevate dalla Polizia Stradale di Foggia e quella elevata dalla Polizia Stradale di Campobasso del 29 ottobre 2009 in base alle informazioni in nostro possesso, la trasferta si è conclusa alle 20 e quindi appaiono infondate di fatto le difese del direttore in quanto, in entrambi i casi, si riferiscono ad accertamenti rispettivamente effettuati alle 22:31 e alle 22:15 e quindi ben oltre l'orario indicato come conclusivo della missione. Nella sua tesi difensiva il direttore ha sostenuto che le sanzioni amministrative erano sostanzialmente frutto di necessità aziendali”.

Pier Luca Fontana incalza: “A questo punto mi preme ricordare all'Ingegner Marcello Iafelice che le esigenze aziendali di trasferta non autorizzano i dipendenti alle violazione delle regole di circolazione stradale. Anche perché proprio in virtù del difficile momento economico che stava vivendo l'Amgas, mi sembra cosa assai inopportuna gravare l'azienda con ulteriori spese ‘aggiuntive’, relativamente al pagamento delle multe. Un comportamento che non denota affatto il tanto paventato ‘bene aziendale’”.

Il presidente sottolinea: “La società di viale Manfredi ha contestato, inoltre, al direttore, di non aver ottemperato all'invito di lasciare i locali aziendali a seguito della notifica della prima contestazione in quanto dalle 9:30 alle 14:00 avrebbe effettuato tutta una serie di attività non autorizzate tra le quali, indetto riunioni, effettuato copie dei dati aziendali contenuti nei dispositivi informatici dati in uso ed avrebbe altresì opposto il rifiuto alla riconsegna della carta di credito aziendale, poi restituita insieme ad altro materiale bancario a seguito della diffida contenuta nella stessa seconda contestazione”.

E poi ancora: “Vale la pena ricordare, ad un dirigente con ventennale esperienza come l'ingegner Marcello Iafelice, che i dispositivi elettronici sono di proprietà della società e che gli sono stati affidati in uso per mere ragioni d'ufficio. La proprietà dei dati contenuti in tali dispositivi deve pertanto presumersi in capo alla società la quale ha pieno diritto di disporne ed ha,  altresì, diritto affinché  nessun altro possa accedere a tali dati nonché al trattamento degli stessi se non con l'autorizzazione ed il consenso della società medesima.

Il presidente di Amgas conclude: “Voglio concludere che mai, e dico mai, nessuno ha utilizzato parole forti o toni inappropriati per far diretto riferimento all'ingegner Marcello Iafelice, rimanendo fortemente ancorati al desiderio di narrare la vicenda al netto di ogni considerazione personale; pertanto, saremo costretti ad adottare tutti i rimedi giuridici atti a tutelare l'Azienda per l'utilizzo improprio di quanto asserito dall'ex direttore generale”.

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