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Massimiliano Di Fonso e Paolo Telesforo

Massimiliano Di Fonso e Paolo Telesforo

"Licenziato per le denunce di casi Covid". Di Fonso fuori dal Don Uva. Telesforo: "Il motivo è un altro. C'è una lettera"

Il sindacalista era stato sospeso per 40 giorni. Si sente scaricato dall'amministratore delegato della società Universo Salute. L'imprenditore della sanità replica: "Sarà la magistratura a decidere"

Da sempre sulle barricate, il sindacalista Massimiliano Di Fonso è stato licenziato dal Don Uva e grida allo scandalo. Segretario provinciale dell'Unione Sindacati Professionisti Pubblico Privato Impiego (Usppi) di Foggia, dopo 25 anni di lavoro nel centro assistenziale gestito da più di tre anni da Universo Salute, era stato sospeso per quaranta giorni. Oggi è un fiume in piena e si sente scaricato da Paolo Telesforo, amministratore delegato della società.

Coriaceo da sempre, rivendica di essersi battuto anche affinché Universo Salute subentrasse nella proprietà. Addebita tutte le responsabilità all'imprenditore della sanità privata foggiana che assieme a Michele D'Alba ha salvato le tre sedi di Foggia, Bisceglie e Potenza. È convinto che abbia deciso lui di "tappargli la bocca", buttarlo "in mezzo alla strada" e liberarsi di un sindacalista scomodo. Secondo la versione fornita da Massimiliano Di Fonso, infatti, il suo licenziamento sarebbe ascrivibile alle denunce di casi Covid19 ("sono stati numerosi fra operatori e pazienti") e della carenza di dispositivi di sicurezza contenute anche in una nota a sua firma datata 25 marzo.

All'epoca scrisse, profetico, "adesso potranno anche licenziarmi, ma io non venderò mai la salute dei lavoratori, dei degenti, e dei parenti per un pugno di euro". Invocava la chiusura immediata del Don Uva (oggi specifica per la sanificazione). Massimiliano Di Fonso promette battaglia, non intende arrendersi.

Paolo Telesforo, interpellato poche ore dopo il comunicato, non si scompone più di tanto: "Noi abbiamo sporto querela, sarà il giudice che deciderà".

Massimiliano Di Fonso è stato licenziato per aver denunciato i casi di Covid?

No, non è così. Si faccia dare da Massimiliano Di Fonso la lettera che ha spedito e poi ne ragioniamo. Bisogna essere informati.

Nel comunicato inviato oggi dall'Usppi ha scritto di essere stato licenziato per aver denunciato dei casi di Covid.

Avrebbe dovuto mandare alla magistratura questa denuncia, poi la magistratura, se riterrà, verrà a vedere come realmente stanno le cose.

Posso chiederle perché è stato licenziato?

C'è una lettera. C'è tutto un procedimento che chiaramente non posso rendere pubblico, comunque è a disposizione della magistratura.

Ci sono stati casi Covid al Don Uva?

Queste notizie sono state comunicate chiaramente nei modi e nei luoghi opportuni, lei lo può chiedere benissimo alla Asl, cui noi siamo tenuti a mandare il resoconto. Noi siamo struttura Covid, cioè abbiamo pazienti positivi nella nostra struttura. Hanno mandato da noi anche altri casi da Bovino, da Torremaggiore, venivano dall'esterno per l'assistenza. Non nego che ci siano anche alcuni nostri dipendenti, un paio, che sono in via di guarigione, perché si sono negativizzati. Né più e né meno. Sarà la magistratura a verificare e a prendere decisioni rispetto alla grave accusa che è stata mossa, e cioè che non avremmo fornito i Dpi. Noi lo abbiamo querelato per diffamazione, perché non è così e c'è la documentazione. Sarà la magistratura a verificare il nostro operato. Sono tutte falsità, per cui noi siamo sereni. Ma non è questo il motivo del licenziamento.

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