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Gruppo Ciccolella

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Candela: Gruppo Ciccolella avvia le procedure di licenziamento

Fiducioso il sindaco Nicola Gatta che ricorda gli introiti derivanti dall'utilizzo del teleriscaldamento da parte dell'impianto di via della Trasformazione

L’accordo sindacale non c’è stato e il Gruppo Ciccolella ha avviato le procedure di licenziamento anche per alcuni lavoratori di Candela, oltre che di quelli operanti negli impianti di Molfetta e Terlizzi. Nel più recente impianto florovivaistico sito nel cuore del Tavoliere in via della Trasformazione, tra effettivi e stagionali, vi lavorano attualmente una quarantina di operai candelesi.

A sette di loro,  il gruppo leader in Europa nei settori della produzione e della commercializzazione di fiori recisi e piante da vaso, è stato proposto di riconvertire il proprio contratto a tempo determinato, garantendo un monte ore minimo lavorativo pari a 102 giornate agricole con la possibilità di usufruire dell'indennità di disoccupazione, fermo restando l'impegno preso dal Gruppo Ciccolella, vale a dire quello del pieno reintegro dei lavoratori appena le contingenze economiche e le dinamiche industriali lo permetteranno.

Il sindaco Nicola Gatta ha precisato che ”l'impianto è ancora attivo soltanto grazie al teleriscaldamento . Gli altri stabilimenti saranno ridimensionati o al peggio chiusi. L'azienda ci ha assicurato un numero elevato di assunzioni nel periodo stagionale del trapianto, della lavorazione e del confezionamento del prodotto.

Nonostante tutto, in tempi così bui, siamo riusciti a conservare il lavoro, oltre ad aver sostenuto le casse comunali con l'accordo stipulato per l'utilizzo del teleriscaldamento derivante dalla centrale Edison, che permetterà lo sfruttamento del 20% di calore residuo prodotto dall'impianto con maggiori introiti per il Comune di Candela pari a 800mila euro in tre anni, con ulteriori 100mila l'anno indicizzati per il periodo successivo, assicurando così la permanenza su nostro territorio del Gruppo Ciccolella per almeno un ventennio e garantendo la riconversione dell'impianto e nuovi investimenti occupazionali”.

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