Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca Viale Giacomo Matteotti

Bimbo ferito nell'agguato a Matteo Anastasio, il fratello uccise Stella Costa. L'appello a chi ha visto: "Collaborate"

L'invito di Libera alla cittadinanza: "La lotta alla mafia non può fermarsi all'azione repressiva, ma chiede un impegno dove ciascuno è chiamato a fare la propria parte. Lo dobbiamo a Stella, a tutte le vittime innocenti del nostro territorio, ed a ciascuno di noi"

"L’omicidio di Matteo Anastasio a San Severo con il ferimento del nipote, un bambino di soli 6 anni, che era sullo scooter dello zio per festeggiare la vittoria degli Europei di calcio, ci lascia sgomenti. L’escalation di violenza criminale che il nostro territorio sta vivendo ci interroga e smuove le nostre coscienze, consapevoli che oggi più che mai è necessario impegnarsi per contrapporre alla subcultura mafiosa una cultura del rispetto e della giustizia sociale".

Così il presidio di Libera Foggia, a poche ore dall'ennesimo agguato registrato a San Severo. "L’episodio avvenuto ieri sera richiama ad un altro episodio di sangue avvenuto a San Severo nel 2002, quando Stella Costa, una bambina di appena 12 anni, rimase uccisa davanti agli occhi della mamma, per le vie della sua città, colpita da proiettili vaganti diretti verso altri. Vittima innocente di una mafia che non guarda in faccia nessuno: bambini, donne, uomini, innocenti".

"Il fratello di Matteo, Giuseppe Anastasio, era proprio colui che aveva premuto quel grilletto, uccidendo la piccola Stella. Augurandoci che il piccolo possa presto essere fuori pericolo auspichiamo che ciascuno scelga di fare la propria parte, a partire dalla collaborazione con le forze dell’ordine per ricostruire l’accaduto, fino a ribellarsi alla violenza mafiosa che non ci lascia liberi neanche di festeggiare per strada una vittoria calcistica", aggiungono.

"Siamo fermamente convinti, infatti, che la lotta alla mafia non può fermarsi alla pur fondamentale azione repressiva, ma chiede un impegno che unisca la dimensione politica, sociale, educativa e culturale, dove ciascuno quindi è chiamato a fare la propria parte. Lo dobbiamo a Stella, a tutte le vittime innocenti del nostro territorio, ed a ciascuno di noi che ha il diritto di vivere in una città libera dalle mafie", concludono.

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