LETTORI - "Le panchine della prostituzione sul viale della vergogna"

Alessio, cittadino deluso e rassegnato, punta il dito contro chi dovrebbe "difenderci e farci sentire al sicuro". "Viale XXIV maggio è un covo di prostitute a cielo aperto"

Le panchine di viale XXIV maggio

Gentile redazione, prima di tutto vi ringrazio per lo spazio che concedete ai vostri lettori. Senza troppi convenevoli, verrei al punto. Ricorderete sicuramente l'increscioso episodio delle "panchine di Viale XXIV Maggio" che avete ampiamente trattato sul vostro sito.

Ebbene, quando furono rimosse, la città sembrava animata da un redivivo spirito di tolleranza pro-extra comunitari e pro-prostituzione e partirono delle vere crociate verso il nostro sindaco (per l'unica cosa buona che era stata fatta in tutto il mandato, ma è una mia libera e opinabile opinione).

Scrivo questa lettera, perchè io abito esattamente in quel luogo. Quando le panchine furono reinstallate venne fatta la promessa dal sindaco in persona che il quartiere sarebbe stato controllato, sorvegliato e chi più ne ha, più ne metta. Pur sapendo che non sarebbe finita così, ci ho voluto credere per l'ennesima volta. Sbagliando.

In fondo a chi importa se casa tua è un covo di prostitute a cielo aperto, a tutti gli orari, dove tutti lo sanno, tutti vedono e tutti se ne infischiano perchè in quel momento è molto comodo fare i portatori degli interessi dei più deboli. E' molto facile strappare un applauso quando vivi da un'altra parte.

Ho provato a rivolgermi alle "Istituzioni" che hanno risposto: "Non possiamo certo fare allontanare gente che sta semplicemente ferma perchè non è un reato penale". Certo, è vero, convengo. Peccato però che la prostituzione non è un reato penale ma lo è la sua induzione e il suo sfruttamento, punito peraltro con pene particolarmente severe. Credetemi amici, si configurano tutti gli elementi di fattispecie per fare si che venga fatta una sana pulizia.

So benissimo che dopo questa lettera non succederà assolutamente niente in quanto Foggia è la prima vittima della propria inciviltà e sono sicuro che chi leggerà questa lettera capirà benissimo che non sono nè contro le ragazze (o pseudo tali) che si prostituiscono e neanche contro gli extracomunitari (gente molto sfortunata).

Il mio dito è puntato contro chi dovrebbe difenderci e farci sentire al "sicuro" e invece per l'ennesima volta sono costretto a constatare che in questa città l'unica cosa che conta veramente è guadagnarsi (?) lo stipendio.

Che l'eclisse delle istituzioni si verifichi a livello nazionale è ormai un dato pacifico. Figuriamoci quindi che cosa capita qui, in una città che è diventata il manifesto del fallimento.

Un saluto caloroso a tutti, da un cittadino profondamente rassegnato.

 

 

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