Gli interrogativi (senza risposta) della rianimatrice ad Emiliano: "Oggi come a marzo, giochiamo a risiko per trovare posti letto"

Una durissima lettera inviata al Governatore della Puglia Emiliano e all'assessore Lopalco dalla dottoressa Daniela La Bella: "Abbiate l’onestà intellettuale di ammettere che ripiegate sulla soluzione più semplice perché avete perso il controllo"

Immagine di repertorio

Una lettera aperta come medico ospedaliero indirizzata al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e all’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco. Ma anche uno sfogo, in qualità di madre e di lavoratrice impegnata in prima linea nella lotta al Covid-19.

Sono le parole scritte da Daniela La Bella, medico anestesista-rianimatore presso il Policlinico Riuniti di Foggia e affidate ai social. Una lettera-appello che, nel giro di poche ore, ha registrato numerosi consensi e condivisioni in ambito sanitario e non. "Sono un medico anestesista-rianimatore presso il Policlinico Riuniti di Foggia, ma sono anche e soprattutto madre di due bambine che da domani resteranno a casa per effetto dell'ordinanza appena promulgata di chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado", scrive la donna.

"Questo per dire che ho la conoscenza sufficiente per poter esprimere un pensiero in merito a quanto sta succedendo. Capisco perfettamente che lo spirito guida di questa ordinanza è la tutela della salute pubblica. Però mi sorgono spontanee alcune domande che vorrei non cadessero nel vuoto. Perché avete sbandierato ai quattro venti che la scuola è sicura ed ora è la prima a chiudere i battenti? Perché non sono disponibili quei 10000 tamponi al giorno per velocizzare i controlli nelle scuole promessi ad agosto?", si chiede.

"Perché i tamponi per i bambini non ci sono mentre ogni calciatore ne fa uno ogni 4 giorni? Perché non sono stati potenziati gli istituti di prevenzione che ora sono in affanno? Perché non sono ancora disponibili i posti letto promessi a giugno? Qui a Foggia, oggi come a marzo, giochiamo a Risiko individuando la sera quale reparto occupare la mattina per mettere pazienti di rianimazione pregando di non dovere viaggiare e spostare pazienti critici in giro per l’Italia durante la notte", spiega.

"Cosa farete in questo mese fino al 24 novembre? Starete a guardare cosa succede, o farete quanto è nelle vostre possibilità (e anche oltre) per far sì che il 25 si torni a scuola in ancor più  sicurezza? Con chi staranno tutti questi bambini? Con nonni, tate e baby sitter (ammesso che si trovino, a marzo essere medico era il motivo di principale rinuncia per le baby sitter) in casa senza mascherina?"

"Il virus circola in maniera mostruosa perché le persone non rispettano le regole, o meglio gli adulti non rispettano le regole. Il senso di legalità si apprende in casa, ma si esercita e si applica e si consolida nella società, nella scuola! Non succederà per il prossimo mese perché dovrò mantenere la calma e cercare di far seguire la didattica a distanza a mia figlia di seconda elementare che ieri sera quasi piangeva all’idea di ricominciare".

"Avete preso questa dolorosa decisione per la salute pubblica, ma abbiate l’onestà intellettuale di ammettere che ripiegate sulla soluzione più semplice perché avete perso il controllo. Il diritto di dire che il virus corre più veloce di voi non lo avete, perché tutto quello che si poteva fare non l’avete fatto".

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