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Martedì, 28 Maggio 2024
Cronaca

Oss del Gruppo Telesforo sbotta: "Non paragonateci a quelli della violenze ai pazienti del Don Uva"

Operatrice socio-sanitaria prende le distanze dai colleghi coinvolti nell'inchiesta 'New Life', che ha portato all'arresto di 30 persone, tra infermieri, oss ed educatori, per presunti maltrattamenti e violenze in danno di pazienti psichiatrici

“Rompo il silenzio. Il mio”. Così una oss che lavora presso una struttura del Gruppo Telesoro decide di prendere le distanza da quanto accaduto all’interno di un’area del Don Uva, dove 30 persone sono state arrestate per presunte violenze e maltrattamenti su pazienti psichiatrici.

“Sono una operatrice socio sanitaria”, spiega in premessa la donna che vuole restare anonima. “Quello che è accaduto non ha giustificazioni e come voi, come tutti, sono amareggiata e arrabbiata per quanto è accaduto presso la sede Don Uva. Quei filmati (qui le immagini) sono stati una lancia al cuore, per voi, per me, per i miei datori di lavoro che hanno investito una vita per fare della sanità pugliese un fiore all'occhiello in tutta Italia”.

La dipendente passa quindi in rassegna il ruolo dell’oss all’interno della struttura, precisando che l'inchiesta non ha riguardato la Rsa: “Non siamo dipendenti presi nel mazzo: abbiamo seguito corsi di formazione, tirocinio, affiancamenti e soprattutto siamo super visionati dai nostri datori di lavoro, che camminano dietro di noi nei corridoi. I loro passi silenti, non ci fanno mai abbassare la guardia, perché tutto ad ogni fine turno deve essere perfetto e fatto bene”.

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“La città sta organizzando una marcia contro gli oss, ma quelli - gentilmente  -  non chiamateli oss perché offendete la categoria” e quanti “svolgono il proprio lavoro con amore. I nostri pazienti vengono trattati con amore, hanno cure, calore e soprattutto la nostra mano stretta alla loro. Non siamo mai stanchi e l'amore che diamo non è mai troppo, per questo non meritiamo che sia fatto di tutto un'erba un fascio”.

“Diventiamo amici delle famiglie, le rassicuriamo quando vengono dai loro cari e toccano con mano il benessere psicofisico dei loro cari”, Pertanto, conclude la missiva, “non paragonateci a loro”.

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