"Clemenza per gli assenteisti? Se riassunti pronto ad incatenarmi in Comune"

Le parole del Consigliere Antonio Vigiano, per il quale bisogna mostrare "clemenza" nei confronti dei lavoratori colpiti dal provvedimento del Comune, hanno spinto un foggiano a scrivere una lettera a Brunetta, Madia e Salvini

Immagine di repertorio

Assenteismo al Comune di Foggia, la vicenda continua a fare rumore. E ad interrogare le coscienze dei foggiani. A ‘rispolverare’ la vicenda sono state le parole del Consigliere comunale Antonio Vigiano per il quale, secondo una nota da lui stesso diffusa, bisognerebbe mostrare "un po' di clemenza" nei confronti dei lavoratori colpiti dal provvedimento del Comune (sono stati tutti licenziati) e delle loro famiglie.

Le parole di Vigiano hanno spinto un giovane foggiano a scrivere una lettera indirizzata alla redazione di FoggiaToday, al Ministro per la Funzione Pubblica, onorevole Marianna Madia, all'onorevole Deputato Renato Brunetta e all'onorevole Europarlamentare Matteo Salvini. Il testo integrale della lettera:

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“Spettabile Redazione di FoggiaToday,

mi chiamo Francesco e sono un giovane foggiano, assiduo lettore della Vostra testata. Vi scrivo in merito alla vicenda dei 18 dipendenti del Comune di Foggia licenziati giorni fa. Infatti, se dal lato umano dispiace che famiglie di lavoratori si trovino di punto in bianco senza una fonte di reddito, dall'altro lato - quello che ci impone di guardare con distacco il naturale evolversi di vicende come questa - c'è il disprezzo e la rabbia che suscitano le parole del Consigliere comunale Vigiano.

Il fatto che (secondo il Consigliere) bisogna dimostrare "un po' di clemenza" nei confronti dei lavoratori colpiti dal provvedimento e delle loro famiglie non è corretto in quanto tutti sappiamo perché quei dipendenti sono stati così puniti, oltretutto pare strano che i familiari fossero all'oscuro del comportamento dei propri familiari dato che, tra i licenziati, c'era chi dopo essere uscito di casa per andare a lavoro, vi faceva ritorno per cambiarsi d'abito piuttosto che per lasciare buste con acquisti appena effettuati.

Certamente è un dramma quello che stanno vivendo quelle famiglie - ma è un dramma che facilmente poteva evitarsi, anche perché - si sa - ci sono lavori molto più oberanti dal punto di vista fisico e/o psicologico ma anche le ore stesse che quotidianamente il pubblico dipendente dedica sono inferiori a quelle richieste a parecchi altri lavoratori. Sono del parere che una larga fetta della popolazione - soprattutto di disoccupati, inoccupati e precari - auspichi, invece, che assolutamente non cali il sipario su questa e altre vicende analoghe nel Bel Paese.

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D'altro canto il nostro Parlamento ha lavorato per approvare leggi che contrastino l'assenteismo, le forze dell’ordine si sono adoperate per portare davanti alla legge i trasgressori e un giudice si è espresso. Chiaramente nel prossimo futuro seguirà un processo penale, ma non è compito di un consigliere, di un avvocato e neanche di un familiare chiedere all'opinione pubblica di "mettere a tacere" la melma scoperta dagli investigatori e resa pubblica dai giornali nei mesi scorsi. Mi piacerebbe sapere dal Consigliere Vigiano se si esprimesse con gli stessi termini qualora si trovasse a difendere un ipotetico cliente frodato. Oppure non è la stessa cosa, perché qui il truffato è lo Stato?

Vorrei infine ricordare allo stesso Consigliere, che la parola "suicidio" quando la si pensa, ancor prima di pronunciarla è sempre straziante, ma prima dello strazio (che umanamente si può capire) di un lavoratore infedele o suo familiare, c'è quello di chi ogni giorno, pur avendone i diritti e i requisiti, è messo all'angolo della società consumistica perché il vero lavoro non l'ha mai avuto; per non parlare di tanti atri tipi di strazio letteralmente piovuti dal cielo. Mi creda consigliere, troppo facile dire "mi suicido" dopo il "dramma" consumato; e se invece l'allegra truffa allo Stato fosse andata ancora avanti? Tutti (loro) altezzosi, felici e sicuri di avere il posto fisso? Ci pensi, si accorgerà anche lei, pur essendo un avvocato, che va bene così.

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Se mai questi ex lavoratori dovessero tornare nelle proprie funzioni sarò felice di incatenarmi dinnanzi al Palazzo di Città scioperando ad oltranza la fame e la sete. Copie del Vostro articolo e della mia lettera sono state inviate al Ministro per la Funzione Pubblica, onorevole Marianna Madia, all'onorevole Deputato Renato Brunetta e all'onorevole Europarlamentare Matteo Salvini".

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