Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Lucera / Piazza Libertà

Dotoli si incatena, Matera striglia Manfrini: “Non toccate il Lastaria”

Matera chiede a Manfrini il diretto coinvolgimento degli amministratori cittadini nello sviluppo della questione. Il direttore dell'Asl placa gli animi: "Nulla è deciso, la nostra è solo una bozza"

L’impegno è stato preso. Con tanto di stretta di mano e pubblico scambio delle utenze telefoniche per garantire aggiornamenti costanti e continui sul futuro dell’ospedale “Lastaria” di Lucera. Questa mattina, attorno al tavolo della direzione generale dell’Asl di Foggia, accanto ad Attilio Manfrini, c’era anche l’onorevole Barbara Matera.

“Vorrei che lei ci coinvolgesse a tutti i livelli nello sviluppo degli incontri futuri”, ha esordito l’europarlamentare. “Confidiamo in questo coinvolgimento personale perché questa è una questione prettamente nostra, che riguarda i cittadini pugliesi e quelli della Capitanata”.

L’onorevole Matera ha voluto raggiungere la delegazione lucerina - capeggiata dal sindaco Pasquale Dotoli e dal suo vice, Costantino Dell’Osso - che aveva appena lasciato cadere a terra le catene utilizzate per una manifestazione pacifica contro un ipotetico ridimensionamento dell’ospedale “Lastaria”.

Dotoli & Co si sono simbolicamente incatenati ai cancelli dell’Asl di Piazza Libertà ed hanno atteso di essere accolti al quarto piano della struttura, dallo stesso Manfrini. A rendere note le motivazioni del gesto, una nota stampa del sindaco, diramata in modo contestuale alla protesta.

"La direzione generale dell'Asl ha proposto la soppressione di tutte le strutture complesse e trasformarle in strutture semplici. Verrebbero declassate – si legge nella nota - la direzione medica, il laboratorio di analisi, l'anestesia, la medicina generale, la chirurgia, l'ortopedia che si trasformerebbe in day service tunnel carpale, pediatria, la cardiologia, l'oculistica (da struttura semplice in day service cataratta).

Un vero e proprio ridimensionamento di tutti i reparti che si tradurrebbe in anticamera della chiusura vera e propria dell'Ospedale”. Un drastico ridimensionamento che, da una parte, priverebbe Lucera ed il comprensorio del Subappennino di un valido punto di riferimento, dall’altro potrebbe costituire l’anticamera verso la definitiva chiusura del Lastaria.

VIDEO INCONTRO MATERA-MANFRINI: CLICCA QUI

“Sarebbe un atto di pirateria politica - insorge Dell’Osso – perché così facendo si andrebbe a distruggere un intero ospedale, mentre altre realtà della nostra provincia rimarrebbero integre e ne sarebbero addirittura rafforzate. Non si possono annullare le strutture cosiddette “complesse” – continua - come la Cardiologia lucerina che solo 15 giorni fa ha avuto la dichiarazione di eccellenza dal Ministero della Salute. Bisogna valutare bene decisioni ed ipotesi che mi sembrano avere un carattere persecutorio”.

Manfrini, dal canto suo, placa gli animi: “Non è stata presa alcuna decisione. Si tratta di una strada che è ancora tutta da percorrere. E’ importante portare avanti battaglie condivise che possano portare a risultati concreti. Le battaglie di campanile non portano a nulla”.

Durante l’incontro, il direttore generale ha sottolineato più volte come sul Lastaria non sia stata ancora presa nessuna decisione (“Nulla è deciso – ha spiegato - la nostra è solo una bozza di proposta, non ancora formalizzata”) e che non sono questi né i tempi né i luoghi per affrontare l’argomento.

“Risolviamo i problemi se guardiamo le cose nella loro realtà. Guardiamo quali sono le potenzialità di Lucera, che ci sono e vanno salvaguardate, e rispetto a quelle faremo la nostra battaglia anche con il Comune ed i cittadini”. Ma per fare questo è necessario anche una apertura verso il territorio dalla Regione Puglia.

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