Martedì, 23 Luglio 2024

La "Città ideale" nel documentario di Fortarezza, storie e racconti delle vittime di Foggia

Tanti i temi e le sfumature raccontate nel documentario attraverso le voci di familiari di vittime innocenti, di persone a vario titolo impegnate e rappresentanti di associazioni.

Il racconto parte, infatti, dalla Foggia degli anni ’90, una città sotto scacco di una mafia feroce e pervasiva, descritta dalla figlia di Francesco Marcone, funzionario di stato ucciso in un agguatomafioso perché si oppose ad un collaudato sistema di evasione fiscale; testimoniata dal figlio e dalla nuora di Giovanni Panunzio, ucciso in un agguato mafioso perché denunciò i propri estorsori; raccontata con le parole del primo testimone di giustizia, Mario Nero. Ma si svela anche la città dei giorni nostri, dove hanno voce gli invisibili, le vittime di usura, il commerciante sconfortato, l’agricoltore vessato. E “si confessa” anche il bullo, cresciuto in un contesto di precarietà esistenziale, che vive di sotterfugi, soprusi e illegalità. Si racconta quindi delle periferie urbane e dello spirito, dove insistono marginalità sociali che producono ingiustizie e disuguaglianze. Periferie che avrebbero bisogno di maggiore attenzione e cura da parte delle istituzioni, politiche e culturali.
Ma è tangibile anche l’impegno costante di chi vuole ricostruire una comunità libera da malaffare, soprusi e ingiustizie attraverso il costante impegno orientato alla promozione della cultura della legalità. Una comunità solidale e consapevole che si ribella apertamente a mafie e a mafiosità, in tutte le sue forme.
Quello di Antonio Fortarezza è uno sguardo profondo e sensibile sulle periferie, sul loro senso di solitudine, di abbandono, di degrado. Partendo dalle periferie urbane, dalle zone più estreme della città, per poi finire drammaticamente sulle periferie dell’uomo. Sul suo senso di solitudine, di vuoto, di paura. Periferie che si intrecciano, che si incrociano, che creano un grande ed unico spazio. Uno
spazio che però può far male, ferire e lasciare segni devastanti sulla città ed i suoi luoghi, e probabilmente sui suoi abitanti. Uomini, donne e bambini che vivono nella città.
Alla fine della proiezione si è discusso del tema con l’autore e con Don Antonio Campo – responsabile dell’Oratorio Centro Giovanile Salesiani Sacro Cuore di Foggia, Rossella Pensa - Sostituto Procuratore della Repubblica di Foggia e Presidentessa dell’ANM, sottosezione di Foggia, Federica Bianchi – referente Provinciale Libera Foggia, Giulio De Santis – Assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Foggia, Andrea La Porta – Fratelli della stazione. 

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