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Giorgio Cislaghi: “Difendiamo l’Istituto di Incremento Ippico”

Il segretario del Prc del circolo "Che Guevara" teme che dopo la soppressione di alcuni servizi arrivi anche la chiusura della storica sede dell'Istituto

Stando a quanto riferitoci da Giorgio Cislaghi, l’istituto di incremento ippico non avrebbe più un veterinario nel suo organico, ragion per cui la vigilanza veterinaria necessaria ad assicurare il benessere animale, sarebbe effettuata a chiamata, vale a dire quando il personale non veterinario si accorge che i cavalli danno segno di malessere. Pertanto non si svolgerebbero più fecondazioni artificiali e il prelievo del seme.

Cislaghi chiede che la Regione Puglia e in particolar modo gli assessori all’agricoltura ed al personale, spieghino ai foggiani cosa intendono fare per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’Istituto di Incremento Ippico. “Non vorremmo che, alla soppressione di alcuni servizi dovesse seguire la soppressione dell’istituto stesso” afferma il segretario del Prc.

Vogliamo ricordare che la storia dell’istituto di Incremento Ippico è parte integrante della storia della città di Foggia, che dalla sua esistenza dipende la sopravvivenza delle aziende dedite all’allevamento di qualità degli equini. Non vorremmo si sia imboccata la strada che porta alla chiusura della sede storica di Foggia, già dimezzata dalla coabitazione con l’Università, per trasferirla in altra provincia: sarebbe l’ennesimo scippo ed un affronto insopportabile” denuncia Cislaghi.

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