Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca San Giovanni Rotondo

Strappata alla vita da un aneurisma, salva quattro vite con i suoi organi. La figlia: "Era il suo ultimo desiderio"

Quattro le vite salvate, due parti del fegato sono andate ad un piccolo ricoverato al bambin Gesù di Roma e ad un uomo del Niguarda di Milano. I suoi reni sono stati portati a Bari, mentre le cornee, consegnate alla Banca degli Occhi di Mestre, saranno destinate ad altri pazienti idonei

Ha commosso il web la storia di Irene, la mamma strappata agli affetti dei suoi cari da una inaspettata rottura di un aneurisma cerebrale a soli 49 anni. 

Come riporta il giornale di Casa Sollievo della Sofferenza, la donna si era svegliata con la testa intontita e ci aveva scherzato su con la sua famiglia, ma Irene non sapeva che in realtà quello stordimento era il primo campanello d’allarme. 

Dal carattere deciso e fermo ma dal cuore grande e pieno di amore per il prossimo. Chi l'ha conosciuta la ricorda così. Era iscritta all'Aido, l’Associazione Italiana per la donazione di Organi: "Della sua volontà di donare gli organi ne avevamo parlato spesso ed io non mi sono mai opposta. Si è sempre spesa per gli altri, fin da giovanissima, quando aiutava i bambini di una casa famiglia. Ricordo che la chiamavano “mamma”. E ancora, in questi ultimi mesi aveva dato via metà del suo guardaroba ad un’associazione che aiuta i più bisognosi. Per questo motivo, quando i dottori ci hanno informato della possibilità di donare gli organi non ho esitato e ho fermamente appoggiato quello che era il suo ultimo desiderio" il racconto della figlia Alessandra a Operapadrepio.it

Di Irene sono stati prelevati i reni, il fegato e le cornee. Un prelievo multiorgano che ha coinvolto molteplici unità operativa di Casa Sollievo della Sofferenza. Agli anestesisti, cardiologi e oculisti dell’ospedale di San Pio sono stati affiancati chirurghi del Policlinico di Bari per un lungo intervento durato oltre 12 ore.

Quattro le vite salvate, due parti del fegato sono andate ad un piccolo ricoverato al bambin Gesù di roma e ad un uomo del Niguarda di Milano. I suoi reni sono stati portati a Bari, mentre le cornee, consegnate alla Banca degli Occhi di Mestre, saranno destinate ad altri pazienti idonei.

"È scontato da dire lo so ma sono molto orgogliosa di mia mamma e di quello che ha fatto, ed è proprio questo grande orgoglio che mi sta dando la forza di superare il dolore della sua assenza" chiosa la figlia.

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