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La cerimonia

La cerimonia

La postazione del 118 di Cagnano intitolata a Nico, il soccorritore vittima del Covid-19: "Un uomo di gran cuore"

Nicola Ciccomascolo aveva 49 anni, ha contratto il virus durante un intervento. Emiliano: "Nel suo nome proviamo a professionalizzare questo elemento fondamentale del sistema sanitario pugliese: se l'emergenza-urgenza funziona, la metà del lavoro è già fatta" 

Cerimonia di intitolazione della Postazione di Emergenza Territoriale 118 di Cagnano Varano e della sua ambulanza a ?Nicola Ciccomascolo?, il soccorritore che nella provincia di Foggia ha perso la vita lo scorso marzo dopo aver contratto il coronavirus nel corso di un intervento di emergenza.

Nico, come era chiamato, aveva 49 anni ed era un soccorritore storico. Appassionato e diligente, era un uomo serio e amato da tutti e da tutti apprezzato per la preparazione, l’entusiasmo e le indubbie capacità.
Le sue qualità umane e professionali non sono mai venute meno, anche nei momenti più estenuanti e difficili come nella fase emergenziale di contrasto al Covid-19.

Postazioni del 118 si fermano per Nico, sirene accese per l'ultimo saluto: "Grazie collega, ci mancherai"

Ha perso la vita dopo aver contratto il virus durante un intervento a San Nicandro Garganico. In quell’occasione, insieme ad altri suoi colleghi, Nicola ha soccorso alcune persone che, successivamente, purtroppo, sono risultate positive. Stamattina per l’intitolazione, con i parenti del soccorritore e il direttore generale della Asl Foggia, Vito Piazzolla, c’era il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

"Ho capito - ha detto Emiliano - che la semplicità era una componente fondamentale di Nico. Solo un uomo semplice sa amare con tutto se stesso. Quella semplicità gli faceva decidere in pochi secondi quello che era giusto e quello che era sbagliato. Essere così è un dono per gli altri che lo ricevono, ma anche per se stessi.  Fare il proprio dovere sembra alle volte una cosa difficilissima, di fronte ai pericoli, alle minacce e alle aggressioni".

"In nome di Nico, se davvero vogliamo onorarlo con i fatti e non solo con le cerimonie, facciamo tutto per bene e con attenzione. Quando abbiamo deciso di dare una maggiore serenità di lavoro a tutto il sistema del 118 in Puglia, è perché sapevamo che non si può andare in trincea, per strada, con l’incertezza perfino del pagamento di uno stipendio", spiega. "Quindi stiamo provando a professionalizzare ulteriormente, sull’esempio di Nico, questo elemento fondamentale del sistema sanitario pugliese, perché se il sistema di emergenza-urgenza funziona, la metà del lavoro è già fatta". 

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