Intitolato il Parco del Tribunale all’avvocato Lucio Miranda

La scritta sulla targa: "Della sua terra testimoniò il travaglio e difese i diritti. Della legge maestro e devoto cultore ricercò l'umanità con onestà d'intelletto"

E' stato intitolato questa mattina il parco del Tribunale di Foggia all'avvocato Lucio Miranda, l'ex presidente dell'ordine forense di Foggia scomparso due anni fa a 63 anni.

Queste parole scolpite nella pietra siano il sigillo, nella memoria di tutti noi e per le future generazioni, della nobiltà d’animo di un uomo che ci ha lasciato in eredità la pratica esemplare dei valori della tolleranza, dell’umanità, della libertà di pensiero”. Così il sindaco di Foggia Gianni Mongelli ha sottolineato il momento dell’intitolazione del parco urbano di viale I° Maggio a Foggia, di fronte al Tribunale, all’avvocato Lucio Miranda scomparso prematuramente.

Ricordare la figura dell’avv. Lucio Miranda è, innanzitutto, confrontarsi con il rimpianto per la scomparsa di un uomo straordinario che ho avuto l’onore di conoscere personalmente. La sua fine prematura è stata davvero una grave perdita: naturalmente per la famiglia, come per l’avvocatura della nostra città e l’intera comunità foggiana in ragione del suo importante e costante impegno professionale e civico. In virtù delle doti umane di grande spessore, unanimemente riconosciute, le responsabilità professionali non hanno mai sopraffatto in lui il rispetto, la stima, la considerazione attenta e sollecita verso chi gli era di fronte, per “l’avversario” di turno, per l’amico".

"Era un uomo incapace di alimentare rancori, perché era per indole aperto al mondo e a tutti i rapporti umani. Amava la vita che per lui era l’armonia di un meraviglioso disegno divino, e ciascuno di noi familiari, amici, colleghi, semplici conoscenti ha contribuito - e di questo dobbiamo essere felici - a saziare la sua “fame” di fraternità, a soddisfare il suo inesauribile bisogno di rapporti umani. Lucio Miranda è stato nella sua vita, finita troppo presto, un uomo felice perché ha dato ed ha ricevuto tanto: gli amici, il mondo forense, la città lo hanno molto amato”.

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La città di Foggia ha voluto dedicargli queste parole incise sulla pietra: “Dedicò il pensiero e l’opera alla cultura che dona libertà. Della sua terra testimoniò il travaglio e difese i diritti. Della legge maestro e devoto cultore ricercò l’umanità con onestà d’intelletto, rendendo l’avvocatura valore fondante di una società libera e dignitosa.
 

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