Choc a Rodi Garganico: sfregiata lapide del padre del vicesindaco, trovati 2 bossoli

Carlo Vallese è il terzo vicesindaco del governo Pinto. Prima di lui ne hanno fatto le spese i dimissionari Giuseppe Tavani e Pino Veneziani e l'ex sindaco e consigliere provinciale, Carmine D'Anelli

E sono tre. Tre vice sindaci nel mirino della criminalità locale in poco più di due mesi. Siamo a Rodi Garganico, la cittadina dove la poltrona di numero due dell'esecutivo sembra essere diventata la più scomoda ed inquietante di tutti i tempi. Questa volta a farne le spese è stato Carlo Vallese, vicesindaco da soli venti giorni: non ha fatto in tempo ad assumere l'incarico che ignoti nella notte tra domenica e lunedì si sono scagliati contro la cappella cimiteriale di famiglia, profanandola e spingendosi a sfregiare la lapide del loculo del padre.

A denunciare l'accaduto alla locale caserma dei carabinieri lo stesso Vallese. A terra sarebbero stati ritrovati  anche due bossoli, probabilmente di una pistola calibro 7.65. Al momento Vallese resta al suo posto in giunta ma non è dato sapere cosa accadrà nelle prossime ore. L'assessore ai lavori pubblici è il terzo vicesindaco del governo Pinto nel giro di pochissimo tempo.

Ha preso il posto dei dimissionario Giuseppe Tavani, che ha lasciato Palazzo di Città dopo aver ricevuto alcune minacce, e, prima di lui, di Pino Veneziani, vittima nel marzo scorso di un attentato incendiario alla sua automobile e, qualche settimana prima, di un tentativo simile ai danni dello stabilimento balneare di cui è proprietario.

Non è tutto. Perché nel mezzo di questo accadimenti vanno inserite le fucilate contro l'abitazione dell'ex sindaco di Rodi, Carmine D'Anelli che hanno rischiato di lasciare sul campo una vittima, la moglie del consigliere provinciale, in casa al momento degli spari. Un susseguirsi di ferocia ed intimidazioni che hanno messo in allerta la Prefettura di Foggia che, alla presenza dei massimi rappresentanti delle forze dell'ordine, ha convocato a più riprese presso il Palazzo del Governo le vittime degli attentati, sindaco Pinto compreso, al fine di fare luce sulla possibile matrice dell'escalation di violenza in città che sta colpendo attuali ed ex amministratori.

Fa specie che, caso D'Anelli a parte, ad essere nel mirino della criminalità sia la poltrona di vicesindaco. La poltrona, appunto, più che il nome di chi la ricopre. Bisognerà, evidentemente, scandagliare tra le deleghe, di peso, che passano di volta in volta in consegna ai vari attori dell'esecutivo.

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Sgomento nel frattempo in città e massima allerta tra le forze dell'ordine per un attacco che non sembra avere precedenti nella storia amministrativa dei comuni per tempistica ed obiettivo prescelto e che ha già portato all'amministrazione Pinto un primo record: la prima a governare senza opposizione; tutti i consiglieri subentrati ai dimissionari D'Anelli e Ventrella si sono dimessi in segno di protesta nei confronti di sindaco e maggioranza denunciando l'escalation di violenze e l'inagibilità dell'aula e del Palazzo. 

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