Cirulli: “Io aggredito. Il comunicato del Pd? Meschino”

Per il giornalista è "Vergognoso da parte del Pd aver ribaltato la versione dei fatti. Grieco mi ha messo le mani alla gola sbattendomi contro un'auto. Ho iniziato a scrivere di Sanità e qualcosa forse si è rotto"

Michele Cirulli

Non sembra avere nessuna intenzione di mollare e di metterci una pietra sopra Michele Cirulli, il giornalista di Cerignola che a FoggiaToday dichiara di esser stato aggredito da un esponente del Partito Democratico, mentre stava scattando delle foto all’esterno della sede della sezione locale. All’indomani del comunicato stampa inoltrato dal PD in difesa di Giovanni Grieco, Cirulli – oltre a definirlo “meschino”, si dice dispiaciuto e indignato per come la segretaria avrebbe “vergognosamente ribaltato la versione dei fatti nonostante ci fosse tantissima gente ad assistere”.

Il giovane giornalista non risparmia qualche frecciatina anche all’indirizzo di Elena Gentile: “Io stavo lavorando, mentre l’Assessore Regionale al Lavoro assisteva a questa aggressione” e aggiunge: “Qualcuno ha gridato: “togliete la scritta “democratico” dall’insegna del PD”.

E alla domanda se adirà le vie legali, Michele Cirulli è fermo sulle sue posizioni: “Mi hanno aggredito, la legge mi tutela, e vado avanti per la mia strada. La quiete dopo la tempesta arriverà, ne sono certo: per questo hanno inventato le leggi, per ristabilire la quiete quando si regredisce oltremisura”.

 

Ieri mattina il Pd ha inoltrato un comunicato stampa sostenendo la tesi secondo la quale tu avresti aggredito verbalmente e fisicamente Giovanni Grieco. Si parla anche di un calcio e di un referto medico che lo testimonierebbe. Confermi questa tesi?

Hanno dimenticato di scrivere che nel frattempo ho stuprato anche una vecchietta. Quello straccetto inviato alle redazioni è un addensato di calunnie di cui risponderanno nelle sedi opportune. Grieco mi aveva minacciato settimane fa, alla presenza di due testimoni, appartenenti proprio al PD. Mi ha strattonato e mi ha messo le mani alla gola sbattendomi contro un’auto. Ho riportato una contusione alla regione occipitale. Questo è l’unico referto medico che conta per me: sono stato aggredito, cosa devono fare di più? Il collega della Gazzetta Antonio Tufariello, che ringrazio, mi ha accompagnato in ospedale, poi in pronto soccorso è arrivato Grieco con un avvocato. La segretaria del PD ha ammesso, a denti in stretti e a quanto pare in segreteria, di aver sbagliato a inviare quella nota.

Abbiamo saputo dell’importanza del coordinamento e anche della presenza di Elena Gentile. L’assessore è a conoscenza di questo episodio?
Certo, l’assessore regionale al Lavoro suppongo abbia visto e sentito gli insulti e l’aggressione riservatemi, visto che era a pochi centimetri di distanza. L’ha visto dall’inizio alla fine, sa benissimo come sono andate le cose. Non ha mosso un dito, non ha detto una parola sulla violenza verbale e fisica nei miei confronti. E io stavo lavorando, mentre l’Assessore Regionale al Lavoro assisteva a questa aggressione.

E cosa ti ha detto?

Che stavo scattando foto non autorizzate. La sua autorizzazione non mi serve. È personaggio pubblico, è in luogo pubblico e scatto quel che mi pare.

Avevi già ricevuto delle minacce in passato da Grieco o da altri esponenti del Pd?

No, da altri esponenti no, solo da Grieco e lo testimonieranno due presenti. Ho un buon rapporto con la maggior parte del PD, fino a poco tempo fa anche con Elena Gentile. Poi ho iniziato a scrivere di sanità e qualcosa forse s’è rotto. Magari è stata una mia impressione?

Possiamo sapere i motivi per i quali hai ricevuto queste minacce?

Li ignoro. Grieco mi è sembrato molto “carico”, ma essendo lui un personaggio politico marginale, e quindi giornalisticamente non rilevante, non mi è mai capitato di scrivere qualcosa che potesse riguardare la sua persona. Sono rimasto perplesso. Non vorrei si trattasse di una piazzata per conto terzi poi sfuggita di mano. No, non voglio pensarlo, sarebbe troppo grave. Mi sono balenate in mente tutte le motivazioni del mondo, ma non ne trovo una valida che giustifichi la violenza fisica. Suo figlio lavora in ospedale, presso la SanitaService, ma non mi sono mai occupato del caso. Cosa voglia da me ancora non lo so.

C’è qualcuno del Partito Democratico che ha preso le tue difese in controtendenza rispetto alle dichiarazioni riportate nel comunicato?

Pubblicamente nessuno. In privato molti, anche la segretaria Silvana Ladogana ha ammesso, e c’era tanta gente presente, di aver frettolosamente inviato un comunicato stampa decisamente da rivedere. Qualcuno nel giorno dell’aggressione ha gridato: “togliete la scritta “democratico” dall’insegna del PD”. In moltissimi, dopo l’aggressione, hanno ringhiato contro la pagliacciata appena consumatasi per mano di esponenti democratici.

Personalmente ritieni di avere dei pregiudizi nei confronti del Pd. C’è chi sostiene che questo episodio possa essere la conseguenza della cosiddetta “ostilità politica”. In fondo, correggimi se sbaglio, anche tu su Facebook sostieni di avere rigetto verso la sinistra. Spiegati cosa intendi dire.

Fino a quando noi giornalisti prendiamo Facebook come Bibbia, allora non ci capiremo mai. Il messaggio a cui ti riferisci è ironico: a Cerignola lo sanno tutti che sono di sinistra, non l’ho mai nascosto. Ma sono di sinistra, appunto, non della sinistra. Quando lavoro non c’entra niente la mia ideologia: la credibilità come giornalista non me la regala né la Gentile, né Marx, né D’Alema e né Bertinotti. Sono di sinistra; mi hanno aggredito membri di un partito di sinistra. Il centrodestra di Giannatempo neanche commentato la violenza che ho subito, immagina quanto io sia simpatico alla politica e quanto la politica sia simpatica a me. Certo, i segnali e i mutismi sono significativi.

Di questa vicenda qual è la cosa che ti ha dato maggiormente fastidio?

Il comunicato-stampa meschino del Partito Democratico. L’aver vergognosamente ribaltato la versione dei fatti nonostante ci fosse tantissima gente ad assistere, non lo credevo possibile. Capisco che con le lesioni personali non si scherza e può essere una strategia difensiva, ma a tutto c’è un limite. Non credo possibile che gli iscritti al partito accetteranno queste fandonie nonostante abbiano visto con i propri occhi l’accaduto. Il PD, a livello locale, rappresenta 10 mila persone che ripudiano la violenza: stanno trattando il partito come uno studio legale? Oppure credono giusto ribaltare la realtà a proprio piacimento? E cosa ne pensano i diecimila elettori? Mia nonna non è d’accordo con questo modo di fare. Ma loro, il problema di cosa pensi mia nonna, l’hanno preso in considerazione prima di scrivere quelle falsità?

E’ così difficile fare il giornalista? Cirulli giornalista ha più amici o nemici?

Sicuramente amici, fortunatamente fuori dai circuiti politici. Quando ascolti la gente che ti parla di problemi, che chiede un aiuto, che è senza lavoro e dai loro voce, è tutta un’altra storia: ti salutano con affetto per strada, ti apprezzano, sanno che hai fatto il possibile pur senza poter cambiare niente. Sono uomini. I “politici” si prendono troppo sul serio, credono di essere chissà chi e non si rendono ancora conto di aver scaraventato una Città nel baratro: e guai a dirglielo. Sono sempre gli stessi da 20 anni qui a Cerignola, non se ne può più. È semplice fare il giornalista qui a Cerignola: con tutte le cose che capitano e l’incompetenza di certa gente, trovare le notizie diventa semplicissimo.

Pensi che adirai le vie legali oppure che semplicemente dopo la tempesta arriverà  la quiete?

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Mi hanno aggredito, la legge mi tutela, e vado avanti per la mia strada. La quiete dopo la tempesta arriverà, ne sono certo: per questo hanno inventato le leggi, per ristabilire la quiete quando si regredisce oltremisura.

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