Chiusura Tribunale di Lucera, cosa cambierebbe in Capitanata?

Lo abbiamo chiesto a Giuseppe Agnusdei, presidente dell'Ordine degli avvocati di Lucera, all'indomani dell'attesissimo quanto deludente Consiglio dei Ministri durante il quale non è stata spesa nemmeno una sola parola sul decreto taglia-Tribunali

Giuseppe Agnusdei

Sull’annunciata chiusura del Tribunale di Lucera, in questi giorni, si è parlato molto. Per alcuni troppo, per altri troppo poco. Sono state messe in campo singolari forme di protesta partite e sostenute in modo simbiotico sia dalla cittadinanza che dalla politica locale; l’aperto dissenso nei confronti della decisione del Governo di chiudere il Tribunale del centro federiciano è stato dimostrato attraverso lettere aperte, appelli, contestazioni, perfino campane suonate “a morte” nel giorno della festa patronale: tutto ciò ha portato la “Questione Lucera” a tenere banco, per giorni, sulla stampa locale e nazionale e, per sostenere le proprie ragioni, più volte è stata rilanciata – accanto alle meritevoli performance numeriche vantante dal presidio lucerino e a motivazioni di ordine prettamente logistico e concreto - la carta della spietata mafia garganica che da decenni insanguina alcuni comuni ricadenti nella giurisdizione del Tribunale lucerino (la radicata presenza di organizzazioni criminali, lo ricordiamo, è stato l’elemento-salvezza di alcuni presidi giudiziari della Calabria e della Sicilia). All’indomani dell’attesissimo quanto deludente Consiglio dei Ministri - durante il quale sul decreto taglia-Tribunali non è stata spesa una sola parola - abbiamo chiesto all’avvocato Giuseppe Agnusdei, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lucera di illustrare lo scenario che potrebbe presentarsi con la chiusura del presidio lucerino, nella rinnovata geografia giudiziaria della Capitanata.

 

Avvocato Agnusdei, una delle principali preoccupazioni, dinanzi all’annunciata soppressione del Tribunale di Lucera, è che il lavoro degli avvocati (e, di conseguenza, l’affermazione dei diritti dei cittadini) possa subire una brusca frenata tra cause sospese, cause trasferite e interi archivi da riallocare e riorganizzare. Insomma, a breve, potrebbe essere il caos…

In effetti non si è lontani dal vero nel sostenerlo.

Il Tribunale di Foggia, che secondo il decreto governativo dovrebbe costituire l'unico ufficio giudiziario dell'intera Capitanata (700.000 abitanti e 7.000 chilometri quadrati, nessuna provincia è così estesa in Italia, tranne quella di Bolzano), è già ingolfato, e molto, di suo, nonostante l'alta produttività dei magistrati e l'impegno del personale amministrativo, perché è il loro stesso organico del tutto insufficiente a fronte del notevolissimo numero di procedimenti che vengono introdotti ogni anno e che hanno portato l'attuale pendenza di processi civili a ben oltre 150.000 (il numero più alto in tutta la Puglia, pertanto anche rispetto al Tribunale di Bari) e i procedimenti penali a 23.000. Conseguentemente, far confluire sul solo Tribunale foggiano il carico del Tribunale di Lucera e delle Sezioni Distaccate di Apricena, Rodi Garganico, San Severo, Cerignola, Manfredonia e Trinitapoli, vale a dire altri quarantamila processi, può significare non solo il caos, ma la paralisi.

Dal Tribunale di Lucera, e dalle Sezioni Distaccate, non sarà per nulla agevole il trasferimento di un quantitativo enorme di fascicoli, la loro sistemazione logistica in ambienti tutti da trovare, e la loro trattazione nelle udienze da fissare in un calendario già ingolfatissimo.

Potranno esserci effetti (in senso negativo) anche sulla decorrenza dei termini di prescrizione dei reati?

Anche questo problema potrebbe acuirsi, sia perché la Procura della Repubblica di Foggia è già sovraccarica di procedimenti, sia perché il gran numero di procedimenti che da tale Procura passa ai Magistrati Giudicanti entra in una sorta di 'imbuto', considerata la materiale impossibilità, da parte di tali magistrati, di trattarli tutti in tempi brevi. Con l'aggiunta dei fascicoli del Tribunale di Lucera e della sua Procura della Repubblica (uffici entrambi nei quali, grazie ad un efficace equilibrio tra carico, pur sostenuto, di procedimenti e calendari delle loro trattazioni, si è praticamente azzerata l'eventualità delle prescrizioni), nonché di quelli provenienti dalle Sezioni Distaccate (dove si tengono numerosi dibattimenti) il rischio aumenta di sicuro.

Chiuso il Tribunale di Lucera sarà necessario ridisegnare anche la ripartizione territoriale degli ordini forensi? E tutto ciò, che tipo di conseguenze comporterà?

Verrà meno l'Ordine degli Avvocati del Circondario del Tribunale di Lucera (32 Comuni, 800 Avvocati e 400 Praticanti Avvocati), del quale mi onoro di far parte da una vita, e del quale ho avuto il privilegio di essere presidente per cinque mandati consecutivi. Vi sarà un solo Ordine degli Avvocati per l'intera Provincia di Foggia, che andrà pertanto a contare complessivamente 3.300 Avvocati e 1.700 Praticanti Avvocati. Le conseguenze normative e pratiche sono oggetto proprio in questi giorni di studio da parte del Consiglio Nazionale Forense, presso il quale siamo convocati il prossimo 5 settembre, proprio per ricevere le direttive circa la fase liquidativa del nostro Ordine. E' chiaro, però, che parlare di questo da' grande amarezza, dato che l'Ordine Forense di Lucera si è contraddistinto per una serie di iniziative e di attività, e per la costruzione di un grande afflato professionale ed umano tra i propri iscritti, che difficilmente, nel nuovo contesto che si andrà a creare, potranno confermarsi e conservarsi.

Cosa cambierà, invece, per il Tribunale di Foggia? E, soprattutto, si ha la certezza che la struttura di viale I Maggio abbia le strutture e i mezzi necessari per reggere il peso della mole di lavoro in arrivo?

Il Palazzo di Giustizia di Foggia non è assolutamente nella condizione di accogliere un solo documento proveniente da altro ufficio, peraltro dovendosi considerare che, solo per far fronte al carico foggiano, si è dovuto ricorrere, a canoni di affitto altissimi, al reperimento di un secondo grande plesso, ove sono stati allocati gli uffici della Sezione Lavoro, del Giudice di Pace e degli Ufficiali Giudiziari.

In un articolo a firma di Concita de Gregorio apparso sul quotidiano La Repubblica del 21 agosto scorso, si legge: “Se Lucera perdesse davvero il suo tribunale, spiega l'avvocato Agnusdei, tutto finirebbe a Foggia. E basta dir questo, basta nominare Foggia per suscitare sospiri e occhi bassi. Tempi lunghissimi, sabbie e nebbie burocratiche”. Può aiutarci a capire meglio questo passaggio?

Quanto riportato in quel passaggio del pregevole articolo della dr.ssa de Gregorio corrisponde ad una deduzione dell'autrice, ma non ho usato l'espressione “sabbie e nebbie burocratiche”, e mi rendo perfettamente conto che tali termini potrebbero essere equivocati e recare a riferimenti che non coincidono con il mio pensiero, il quale esclusivamente è quello di chi (evidentemente a ragion veduta) ritiene come non sia possibile, per le ragioni spiegate poco fa, evitare grandi ingolfamenti.

Quali saranno gli effetti della chiusura del Tribunale sui dipendenti impiegati nella struttura o che gravitano attorno ad essa? E’ una problematica che, in questo momento storico, non può certo passare in secondo piano…

I dipendenti del Tribunale di Lucera dovrebbero essere tutti trasferiti presso il Tribunale di Foggia, o meglio, presso una struttura, tutta a crearsi, che in Foggia sia in grado di contenere personale (78 funzionari) e fascicoli provenienti da Lucera, ma ciò non è purtroppo nemmeno sicuro, dato che il Ministero si è riservata la revisione delle piante organiche, dalla quale potrebbe scaturire la necessità di copertura di organici anche presso Tribunali più lontani.

I “numeri” che riguardano il Tribunale di Lucera sono sempre stati positivi, testimoni oggettivi di un’attività importante e apprezzata a più livelli. I cittadini del circondario potranno continuare a contare su tali performance?

Nella nuova realtà che si verrebbe a creare sarebbe alquanto difficile conservare le performance cui fa riferimento.

Quali iniziative saranno messe prossimamente in campo per provare a salvare il tribunale lucerino prima che la firma del presidente Napolitano renda tale provvedimento esecutivo?

Obiettivamente, le possibilità che il Capo dello Stato non firmi il decreto legislativo emanato dal Governo sono una su cento, ma abbiamo il dovere, e la voglia, di continuare a credere in una causa giusta quale quella della conservazione del Tribunale di Lucera, incredibilmente penalizzato a fronte di tanti, troppi salvataggi di Uffici Giudiziari di dimensioni, anche di molto, inferiori alle sue. Riteniamo di presentare comunque un'ultima istanza al Presidente della Repubblica. Una volta che il Capo dello Stato avesse però firmato il decreto legislativo, con conseguente promulgazione, metteremo in atto iniziative che abbiamo già cantierizzato, sia sotto il profilo istituzionale sia sotto quello della mobilitazione.

Conti alla mano, crede che tale manovra possa realmente contribuire al contenimento della spesa pubblica? E se si, in quale misura?

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E' lo stesso Ministero della Giustizia a riconoscere che la riforma della geografia giudiziaria non rientra nella revisione della spesa. Secondo le stime governative, il risparmio dalla soppressione di 31 Tribunali, 220 Sezioni Distaccate di Tribunale e di 667 Uffici del Giudice di Pace, sarebbe di circa 80 milioni di euro entro tre anni, che di per sé è già pochissima cosa a fronte di una manovra finanziaria contemporaneamente licenziata dal Consiglio dei Ministri di ben 26 miliardi di euro. Ma a ciò va aggiunta la considerazione che il Ministero non ha proceduto ad alcuna previsione delle spese che si dovranno affrontare per l'accorpamento degli uffici giudiziari soppressi a quelli sopravvissuti: nella sola Provincia di Foggia vi è la previsione di almeno un milione e mezzo di euro all'anno per affitti di nuovi stabili, e ciò sta a significare che, su scala nazionale, quel risparmio di 80 milioni di euro sarà totalmente assorbito, e verrà superato, dai costi degli detti accorpamenti.

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