Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Assurdo al cimitero di Serracapriola: la bara di una defunta non entra nel loculo, parenti costretti a trasferirla a Chieuti

L’episodio ha spinto l’ex sindaco nonché consigliere comunale e capogruppo consiliare della lista ‘Legalità e Progresso’, Marco Camporeale, a chiedere spiegazioni al sindaco Giuseppe d’Onofrio. Il documento è stato inoltrato anche alla Procura di Foggia per accertare eventuali illeciti

Il funerale era stato celebrato senza intoppi, fatte salve le restrizioni previste dalle norme anti-Covid. Ma è stato all’atto della tumulazione che sono iniziati i problemi.

Una situazione surreale quanto dolorosa per i familiari di una anziana di Serracapriola: la bara contenente le spoglie della donna passata a miglior vita, infatti, non poteva essere accolto nell’alloggio previsto: le sue dimensioni non erano in grado di accogliere una bara 'standard'.

Superato lo sgomento del momento, i familiari hanno deciso di trasferire la salma al vicino cimitero di Chieuti, chiedendo (e ottenendo) al Comune di Serracapriola il rimborso della somma versata. L’episodio è avvenuto a metà giugno, e ha spinto l’ex sindaco nonché consigliere comunale e capogruppo consiliare della lista ‘Legalità e Progresso’, Marco Camporeale, a chiedere spiegazioni al sindaco Giuseppe d’Onofrio.

Richieste di chiarimento “in relazione ai fatti inerenti la costruzione abusiva dell’edicola funeraria e alla sua utilizzazione da parte del Comune di Serracapriola dopo l’acquisizione al patrimonio comunale”, che sono stati messi nero su bianco in una interrogazione, con richiesta di risposta scritta, inviata nella giornata di ieri, a mezzo pec.

Lo stesso documento è stato inoltrato alla Procura della Repubblica di Foggia, per il tramite della locale Stazione dei Carabinieri, al fine di verificare se, da quanto esposto, emergano o meno fatti penalmente rilevanti “ritenuto che l’opera abusiva acquisita al patrimonio comunale altro non è che l’edicola funeraria oggetto di procedimento penale con relativo processo pendente innanzi al Collegio della  1^ Sez. Penale del Tribunale di Foggia”.

L’edicola funeraria in questione, accertata l’inottemperanza al provvedimento di demolizione (era stata ritenuta abusiva), era stata annessa al patrimonio comunale in virtù del “prevalente interesse pubblico”. Sette i punti con richiesta di chiarimento esposti nel documento. Tra questi, “come sia stato possibile realizzare l’intera costruzione, che non è di piccole dimensioni, in assenza di permesso di costruire all’interno del Cimitero comunale, che ricordo essere recintato e chiuso da cancello, senza che nessuno abbia mai verificato e visto alcunché”.

Ancora, “se dopo l’acquisizione al patrimonio comunale dell’opera abusiva (edicola funeraria), e prima della deliberazione consiliare n. 18 del 29/07/2019 di dichiarazione della sua utilizzazione per interesse pubblico, siano state verificate la conformità della costruzione al vigente Regolamento edilizio cimiteriale e la collaudazione statica dell’edificio” e “se prima della concessione a privati, e comunque prima della sua utilizzazione, sia stata dichiarata l’agibilità dello stesso”.

Camporeale chiede lumi anche in merito all’espressione utilizzata nella delibera - “prevalente interesse pubblico” – in considerazione del fatto che “poi i loculi sono stati ceduti a privati a fronte del pagamento del corrispettivo determinato con deliberazione della Giunta comunale n. 84 del 24.09.2012” e su “come intende risolvere il problema dei loculi comunali di dimensioni inferiori a quelli standard e alle misure minime stabilite dal vigente Regolamento edilizio cimiteriale e dalla Circolare del Ministero della Sanità, visto che non è stato possibile posizionare la bara (di dimensioni standard) nel loculo concesso dal Comune di Serracapriola a causa delle sue dimensioni”. Entro 30 giorni l’amministrazione comunale è tenuta a rispondere.

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