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Metta divulga le carte dell'interrogatorio di Bonassisa: "Un amministratore onesto è sempre esposto a millanterie"

Il riferimento è alla famosa tangente rifiutata dal sindaco di Cerignola. "Ci sono tanti 'Bonassisa' in giro e mi fa specie che ci siano ancora persone che danno ascolto a queste voci, invece di attenersi ai fatti”

Detto, fatto. Come promesso in un video diffuso sulla sua pagina facebook, il sindaco di Cerignola, Franco Metta, divulga le pagine dell’interrogatorio a carico dell’imprenditore Rocco Bonassisa in merito alla nota vicenda relativa al rifiuto, da parte del primo cittadino ofantino, di una tangente da 20mila euro contenuta all’interno di una scatola di biscotti. Vicenda per la quale l’imprenditore di Deliceto, in questi giorni più volte finito sulle pagine di cronaca, ha patteggiato (mentre Biancofiore è alla sbarra e il comune si è costituito parte civile).

Il “regalo”, lo ricordiamo, fu consegnato al sindaco da Bonassisa in persona per conto (a dire dello stesso) del presidente Ance Gerardo Biancofiore, con il quale l’imprenditore aveva presentato un progetto congiunto per la costruzione e gestione del sesto Lotto della discarica Forcone-Cafiero al Consorzio SIA Foggia 4, nel quale il Comune di Cerignola risulta capofila. “Il 6 dicembre 2016 - dichiara Bonassisa alla presenza del suo avvocato - ricevevo una chiamata da parte del Biancofiore il quale mi manifestava l’intenzione di incornarmi di persona. In quel momento mi trovavo a Napoli per cui fissavamo appuntamento per le ore successive presso il casello autostradale di Cerignola Ovest in quanto dovevo proseguire per Bari per ragioni di lavoro. Una volta giunti al casello, Biancofiore Gerardo mi manifestava la sua intenzione di “omaggiare” il Sindaco della somma di 30.000,00/40.000,00 euro dato che eravamo ormai in dirittura d’arrivo nella procedura di approvazione del progetto SIA”.

Si legge ancora: “Biancofiore insistette sulla necessità di pagare il Sindaco Metta per indurlo ad essere sempre di più dalla nostra parte, anzi dalla sue parole sembrava che i due (Metta e Biancofiore) fossero già d’accordo su questa dazione”. Si passa quindi al racconto della “consegna”. “Nella mattinata del giorno dopo (7 dicembre 2016) il Biancofiore mi scrisse tramite messaggio “telegram” confermandomi che il denaro era pronto e che il “suo uomo” alle due e cinque me li avrebbe consegnati davanti al bar al centro di Cerignola”, si legge.

“Quindi mi incontrai con il suo uomo di nome Tonino”, che gli consegnò il pacco per il sindaco “che lo stesso Tonino mi confermò provenire da Gerardo Biancofiore”, precisa. “Poco dopo (14.20 circa) mi recai in Comune”. Lo stesso quindi consegnò il pacco a Metta per poi ricevere intorno alle 14.35 una telefonata dal primo cittadino: “Riconobbi la voce del sindaco Metta che inveiva contro di me: “ma sei pazzo, come ti permetti, con chi credi di avere a che fare?" facendo esplicito riferimento al contenuto del pacco poco prima consegnato”. La vicenda fu immediatamente denunciata alla polizia. “Questo è il sindaco di Cerignola”, ha chiosato Metta che, allontanando i sospetti di un precedente accordo con Biancofiore, precisa: “Un pubblico amministratore è sempre esposto a millanterie. E’ questa la trappola più insidiosa per un amministratore serio e onesto. Ci sono tanti Bonassisa in giro e mi fa specie che ci siano ancora persone esperte della vita che danno ascolto a queste voci, invece di attenersi ai fatti”.

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