Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca

Landella "amareggiato ma grintoso": domani gli interrogatori di garanzia. L'avv. Curtotti: "Vuole chiarire e parlerà"

Domani, 27 maggio, l'ex primo cittadino e gli altri quattro soggetti coinvolti nell'ultima tranche dell’inchiesta della Procura di Foggia, in relazione all'operato di Palazzo di Città, saranno convocati dal gip Antonio Sicuranza e dai pm titolari dell'indagine

Si terranno nel primo pomeriggio di domani, 27 maggio, gli interrogatori di garanzia per Franco Landella, da ieri ex sindaco di Foggia, e per gli altri quattro soggetti coinvolti nell'ultima tranche dell’inchiesta della Procura di Foggia, in relazione all'operato di Palazzo di Città.

Si tratta della moglie e dipendente comunale, Daniela Di Donna (l’unica raggiunta da una misura di interdizione dai pubblici uffici), dei consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo, e dell’imprenditore Paolo Tonti, questi ultimi tutti ai domiciliari.

Come già manifestato ai pubblici ministeri prima del provvedimento cautelare, il mio assistito ha manifestato la volontà di chiarire la vicenda”, spiega il suo difensore, l’avvocato Michele Curtotti. ”Non si trincererà dietro alla possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere: vuole chiarire e parlerà. Cosa dirà ai pm, però, lo saprete quando questo processo diventerà pubblico. Quel che è certo è che chiarirà gli addebiti, poi vedremo come verranno valutate queste sue dichiarazioni”.

In attesa della convocazione (tutti gli indagati saranno ascoltati in sequenza), “Landella è frustrato e arrabbiato per la situazione, ma non è certo abbattuto”, continua il legale. “Al contrario, lo vedo grintoso e aspetta solo il momento per spiegare la sua posizione rispetto a molte accuse che, dal nostro punto di vista, sono frutto di voci non verificate”, conclude.

Il primo cittadino, come è sintetizzato nelle pagine dell’ordinanza firmata dal gip Antonio Sicuranza, è accusato di aver intascato una tangente “di almeno 32mila euro” dall'imprenditore edile Paolo Tonti per il rinnovo di una proroga di concessione urbanistica. Tale somma di denaro sarebbe stata poi divisa, per il tramite della consorte (dipendente comunale), con altri consiglieri comunali. Tutti indagati: alcuni raggiunti da misure cautelari, altri no. Di qui l’ipotesi di reato di corruzione (per tutti gli indagati).

Ancora, il primo cittadino dimissionario avrebbe richiesto la somma di 500mila euro (poi ridotta a 300mila) ad un imprenditore interessato a subentrare nell’appalto milionario  avente ad oggetto il project financing per i lavori di riqualificazione ed adeguamento degli impianti di pubblica illuminazione nel Comune di Foggia. Di qui l’accusa per tentata concussione.

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