Gestione dei tributi e cimitero: nulla da fare per Trisciuoglio e Insalata, il Tar rigetta la richiesta di sospensiva

E' di poco fa la sentenza con cui il Tar Puglia ha rigettato il ricorso degli imprenditori foggiani per ciò che concerne le società Adriatica Servizi e Progetto Finanza di Capitanata, ambedue colpite nelle scorse settimane da interdittiva antimafia

Il Tar Puglia ha rigettato la richiesta di sospensiva avanzata dagli imprenditori foggiani Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio srl che avevano adito le vie legali per chiedere l’annullamento dell’interdittiva antimafia emanata dalla Prefettura di Foggia per Adriatica Servizi e Progetto Finanza di Capitanata (servizi cimiteriali). L’udienza si è tenuta lo scorso 3 dicembre.

Le motivazioni

“Il ricorso proposto non evidenzia profili di fondatezza, sì da consentire un positivo apprezzamento sulla formulata istanza cautelare, avuto riguardo ai plurimi e circostanziati elementi inerenti alle cointeressenze economiche e familiari all’interno della società ricorrente con esponenti familiari dediti ad attività delittuose, tutti per invero analiticamente rappresentati nel provvedimento dell’Autorità prefettizia”. Così i magistrati del Tar Puglia Giuseppina Adamo, Francesco Cocomile, Consigliere Lorenzo Ieva. 

“Considerato, altresì –scrivono i giudici-, che la cd. interdittiva antimafia, per la sua natura cautelare di polizia e per la sua funzione di massima anticipazione della soglia di difesa sociale, a fini di prevenzione, non richiede la necessaria prova di un fatto, ma solo la presenza di una serie di indizi, in base ai quali sia plausibile ritenere la sussistenza di un collegamento (compiacente) con organizzazioni mafiose o di criminalità organizzata, o di un possibile condizionamento (soggiacente) da parte di queste, tale da comportare una legittima restrizione della libertà di iniziativa economica, sub specie della capacità contrattuale con la pubblica amministrazione anche in relazione alla concessione di beni o servizi pubblici, determinando una speciale incapacità ex lege”

“Considerato che, infatti, debba ritenersi insito nella stessa disciplina generale della contabilità pubblica il principio fondamentale, secondo il quale i soggetti privati destinatari di concessioni o di appalti dallo Stato e dagli enti territoriali debbano, oltreché possedere piena idoneità professionale, vieppiù manifestare una solida affidabilità, sì da assicurare, nell’interesse della collettività, l’ottimale fruizione del servizio o bene pubblico concesso”

Pertanto, “stante la finalità di prevenzione di polizia di sicurezza della speciale disciplina in materia antimafia (d.lgs n. 159 del 2011 s.m.i), gli indizi raccolti dall’autorità prefettizia supportati da analitica motivazione – tra cui gli articolati rapporti d’interesse economico intercorrenti all’interno della famiglia Trisciuoglio e le tre società collegate (Adriatica servizi s.r.l. – C.T.M. s.r.l. - Progetto finanza Capitanata s.r.l.) – sembrano sufficienti a giustificare il provvedimento adottato, quanto alla sussistenza e all’attualità del pericolo di “infiltrazione mafiosa”

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