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Nuovi impianti eolici in Capitanata, l'Ugl Foggia: "Occorre un confronto e un coinvolgimento del territorio"

Nel 2016 la Regione ha autorizzato impianti per un totale di circa 140 megawatt. Dal Sindacato una serie di proposte per una politica energetica che punti a ridurre le criticità"

Nel 2016, la Regione Puglia ha autorizzato in Capitanata impianti eolici per una potenza installata totale di circa 140 megawatt elettrici con ricavi attesi per le imprese di decine di milioni di euro all’anno, su base dati GSE (Gestore Servizi Energetici). In sei mesi, tra autorizzazioni alla costruzione e all’esercizio di parchi eolici medio-grandi, e proroghe del termine di inizio o di fine lavori, sono stati approvati nel foggiano poco più di undici insediamenti ad energia eolica: tre nelle località ‘Tre Confini’ e ‘La Ficora’ di Orta Nova e Stornarella con potenze installate approssimative di 23, 27 e 13 megawatt, un paio ad Ascoli Satriano da 6 megawatt, tre ricadenti nel territorio comunale di Foggia da 0,800, 6 e 15 megawatt,  un parco eolico da 33 megawatt dovrebbe nascere invece a Lucera in Località Montaratro-Ripatetta, a seguire insediamenti minori da 8 e 1 megawatt a Castelluccio Valmaggiore e Castelluccio dei Sauri in Località Cisternola.

“Trend in rialzo senza battute d’arresto, soprattutto, dopo la pubblicazione in Gazzetta del Decreto interministeriale del 23 giugno 2016 che da il via libera agli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, dopo lo sblocco a maggio da parte della Ue delle risorse da circa mezzo miliardo di euro, un terzo delle quali destinate alla Puglia”. Lo dichiara Gabriele Taranto, Segretario provinciale dell’Ugl Foggia, mostrandosi “perplesso riguardo il possibile proliferare di parchi eolici quasi o unicamente teso al raggiungimento del profitto, privo di una visione strategica d’insieme, o mancante di una pianificazione di ampio respiro e di lungo periodo, che concili sviluppo e conservazione del territorio”.

Nonostante il crollo del prezzo dell’energia elettrica registrato, quest’anno, e una domanda di energia elettrica complessivamente in calo, l’analisi dei dati congiunturali sullo sviluppo delle ‘FER’ (Fonti di Energia Rinnovabile) fotografa una crescita dell’eolico superiore al 500 per cento. In particolare, dal report sul Sistema Elettrico del gruppo ‘Terna’, in Italia risulta una richiesta di energia elettrica nei primi sei mesi del 2016 in diminuzione del 2 per cento rispetto agli stessi mesi del 2015, con l’idroelettrico in flessione dell’8,9 per cento, le biomasse che lievitano all’1,6 per cento, insieme all’inarrestabile corsa dell’eolico che fa registrare un più 13,9 per cento, a cui corrisponde un calo per il fotovoltaico  pari al 13 per cento.

“Su temi di grande attualità come l’eolico al centro di numerosi dibattiti – spiega Taranto - il Sindacato sente il dovere di intervenire su tutti quei cambiamenti che avvengono sia a livello ambientale, che sul piano economico-occupazionale. Alla luce di un confronto costruttivo, ci chiediamo per esempio se siano mai state prese misure necessarie per incentivare il ricorso a manodopera locale almeno nella fase di esercizio e manutenzione degli impianti, a margine dell’aggiornamento del ‘Piano Energetico della Puglia’. Diventa pertanto fondamentale – osserva il Segretario – ricorrere al dialogo, e al confronto fattivo tra collettività, parti sociali, associazioni ed organi politici di indirizzo. Un confronto che ci auguriamo possa stimolare uno sviluppo sostenibile, contribuendo alla tutela del patrimonio ambientale e favorendo la nascita di nuova occupazione”.


“A questo scopo – prosegue il sindacalista - l’Ugl ha elaborato, attraverso il documento ‘Sud Act – Nove proposte per il Mezzogiorno’, un decalogo di proposte per una politica energetica pensata al fine di ridurre le criticità fonti di debolezza del Sistema Paese. Più nello specifico si va dall’adozione di nuovi modelli economici e sociali per la riqualificazione del personale già occupato, al miglioramento del mix energetico, fino  alla ridefinizione della rete di distribuzione, propedeutica nel passaggio dalle grandi centrali ad un sistema a generazione diffusa per effetto della diffusione del fotovoltaico e del minieolico. Si tratta  di uno sforzo importante al quale devono contribuire tutti i livelli di governance, oltre alle imprese del settore”. Conclude.

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