Martedì, 26 Ottobre 2021
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Manca il ‘sostegno’, bimbi senza scuola. Genitori in rivolta: “Tutti gli anni la stessa storia”

Ad un mese dall'inizio delle lezioni, il Comune non avrebbe ancora provveduto ad inviare negli istituti (materne, elementari e medie) le figure dedicate. Hanno a disposizione tre ore giornaliere di sostegno

Ultimo anno di scuola materna alla Chiara Lubich. Sempre se Martina (nome di fantasia) riuscirà ad andarci. Perché, nonostante l'anno scolastico a Foggia sia iniziato lo scorso 12 settembre, per i piccoli scolari che hanno necessità del sostegno resta ancora un miraggio. Ad un mese dall'inizio delle lezioni, il Comune non avrebbe ancora provveduto ad inviare negli istituti (materne, elementari e medie) le figure dedicate. 

"Tutti gli anni è la stessa storia" sbotta una madre, che contatta la redazione. "Anche quest'anno i nostri figli non possono andare a scuola o lo faranno con ritardo per colpa della inerzia della pubblica amministrazione. Alla faccia della integrazione sociale". Un genitore, pare, abbia sporto direttamente denuncia dopo aver urlato, ieri, negli uffici comunali.

Raccontano di aver contattato il sindaco Landella, l'assessore all'Istruzione Claudia Lioia (che, comunque, non avrebbe competenza) e quella alle Politiche Sociali, il vicesindaco Erminia Roberto. E sarebbe proprio questo il settore sul banco degli imputati dal momento che si tratta di fondi regionali per la disabilità  rientranti nel Piano Sociale di Zona (circa 400mila euro). Da informazioni raccolte, i bandi sarebbero partiti con ritardo e le gare sarebbero ancora in fase di espletamento. Ergo, gli educatori dovrebbero fare capolino a scuola entro fine mese.

"Chi ci restituisce il mese e mezzo di educazione perduto?" si domandano i genitori, in rivolta. "Questo è un settore delicato – affondano - servirebbe maggiore sensibilità". I bambini hanno a disposizione soltanto tre ore giornaliere di sostegno. "Pretendiamo che diventino quattro, ora, per recuperare il ritardo accumulato". 

Difficile per noi contattare l'assessore Roberto per avere contezza delle ragioni del ritardo. Per ora gli studenti, a differenza dei loro compagni più "fortunati", restano a casa.

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