Decreto Profumo: sit-in di protesta degli insegnanti di sostegno foggiani

In provincia di Foggia, con il decreto del Ministro Profumo, 124 soprannumerari partoriti dalla riforma Gelmini dovrebbero essere riversati sul sostegno. Docenti specializzati tra i 40 e i 50 anni rischiano il posto di lavoro

Il sit-in di protesta

Al Prefetto lo hanno detto senza mezzi termini, depositando, a supporto della causa, almeno 150 firme: il decreto direttoriale n.7 del 16 aprile 2012 del ministro Profumo, che prevede la riqualificazione sul sostegno dei cosiddetti "soprannumerari" partoriti dalla riforma Gelmini, deve essere ritirato. Per il personale in eccedenza si prevedano altre modalità di utilizzo e collocazione.

O il rischio che si corre è un ingolfamento del settore tale che tutti gli insegnanti che da anni si occupano della formazione nella disabilità rischiano di essere "fatti fuori": oltre 40mila a livello nazionale, circa 2mila in provincia di Foggia.

Sono questi i contenuti della protesta portata in piazza oggi dagli insegnanti di sostegno di tutta Italia. Anche in Capitanata, dove il comitato spontaneo nato a sostegno della categoria ha chiesto l'intercessione del prefetto, Francesco Monteleone. Oltre una cinquantina quelli che si sono riuniti in sit sotto il Palazzo del Governo. Provengono da tutta la Capitanata.

Il momento è delicato: la materia, infatti, è approdata proprio in Commissione Cultura alla Camera. All’ordine del giorno tre diverse risoluzioni: una della Lega Nord, una dell'Idv e una terza, sottoscritta da alcuni deputati Pd ed Udc. Seppur con sfumature diverse, tutte e tre sottolineano la "stortura" della decisione assunta dal Ministero che, con il suddetto decreto, appunto, ha deciso di riconvertire sui posti di sostegno la mole di insegnanti in esubero partoriti dalla riforma Tremonti-Gelmini che, almeno nel breve termine, non possono trovare collocazione sulle cattedre ordinarie.

Il che provocherebbe danni presto detti: perdita della continuità didattica per migliaia di alunni disabili oltre che la perdita del posto di lavoro per moltissimi docenti specializzati, che da anni operano come insegnanti di sostegno, sostituiti da "colleghi che verranno riqualificati con un corso on line lampo che nulla ha a che vedere con il complesso percorso formativo universitario previsto fino ad ora" tuona Antonio D'Angelico, di San Marco in Lamis, attualmente docente (in scadenza, il prossimo 30 giugno) al Fraccacreta di San Severo, che da anni attende, al pari dei suoi colleghi,la stabilizzazione e l'immissione in ruolo.

"I soprannumerari qui in provincia di Foggia sono 124. Sa cosa significa riversarli sul sostegno? Che altrettanti docenti del settore non solo potranno scordarsi la stabilizzazione dopo anni di sacrifici ma a settembre resteranno a casa. E stiamo parlando di gente tutta ricompresa tra i 40 e i 50 anni d'età, con alle spalle 20 e più anni di insegnamento".

Ma a tremare non sono solo i precari ma anche quegli insegnanti di sostegno immessi in ruolo di recente, che potranno vedersi surclassare a favore di un collega "soprannumerario" (per intenderci) ma con più anni di anzianità.

Da qui il pressing su Roma per ritirare quel provvedimento che rischia di fare una vera e propria "carneficina" nel settore. Non solo. I precari pretendono ora la stabilizzazione perché, ragionano, "se cattedre possono esser distribuite evidentemente ci sono e dunque spettano a noi", oltre che per garantire la continuità didattica.

Mentre torna prepotente anche sul tavolo del Prefetto di Foggia la richiesta, non più prorogabile, di garantire all'allievo disabile un numero di ore di sostegno pari a quello attribuitogli dal PEI, cosi come sentenziato di recente anche dalla Corte Costituzionale, evitando che esigenze di risparmio ricadano ancora una volta sul settore della formazione.

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Peraltro in un ambito cosi delicato. La discussione alla Camera è appena iniziata. Se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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